Ha esploso numerosi colpi di pistola contro un pastore rumeno per motivi connessi al pascolo del bestiame. Con le accuse di tentato omicidio, detenzione e porto abusivo di arma da fuoco e ricettazione dell’arma stessa, i carabinieri di Campobello di Licata, unitamente ai militari dell’Arma della Stazione di Camastra, hanno arrestato il campobellese Calogero Falsone, pastore, da tempo sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata, fratello dell’ex capo di Cosa Nostra agrigentina Giuseppe Falsone, catturato in terra di Francia nel giugno del 2010, dopo circa undici anni di latitanza. I fatti sono accaduti l’altro ieri pomeriggio, allorquando i militari, ricevuta la segnalazione di una violenta lite in corso tra Calogero Falsone ed altro pastore di origine rumena, T.C., di 24 anni, incensurato, giunti sul posto, hanno sorpreso il campobellese, che stava tentando di disfarsi di una pistola “Smith & Wesson”, calibro 375 magnum, lanciandola dal finestrino del veicolo sul quale viaggiava. Le successive indagini hanno permesso di accertare che con la stessa arma, poco prima, in contrada “Fondacazzo-Bannino”, nelle campagne di Campobello di Licata, il pregiudicato aveva esploso numerosi colpi all’indirizzo del rumeno, che si era salvato, dandosi a precipitosa fuga nelle campagne circostanti. Sul terreno recuperati diciannove bossoli ed una cartuccia del calibro del revolver sequestrato. Ulteriori accertamenti tecnici su altri reperti raccolti dagli investigatori hanno consentito di confermare le precise responsabilità di Calogero Falsone in ordine al tentativo di omicidio, nonché sull’eventuale uso dell’arma in passate azioni delittuose. Il campobellese una volta ultimate le formalità di rito è stato rinchiuso nel carcere di Agrigento.