Dopo il sollecito delle Associazioni degli autotrasportatori, il ministero dei Trasporti fornisce chiarimenti sulla situazione dell’incentivo sul combinato
strada-mare per il biennio 2010-2011, che attende ancora l’approvazione della Commissione Europea. Afferma di avere risposto alle ultime richieste di Bruxelles l’11 giugno scorso ed la Commissione dovrà fornire un verdetto entro l’11 agosto prossimo.
La comunicazione firmata dal responsabile del Dipartimento per i Trasporti, la Navigazione ed i Sistemi Informativi del ministero dei Trasporti, Amedeo Fumero, riepiloga la lunga vicenda dell’ecobonus relativo agli anni 2010 e 2011, formalmente stanziato dal Governo italiano ma ancora in corso di approvazione da parte della Commissione Europea, in quanto considerato aiuto di Stato (e come tale concesso in via eccezionale per il triennio 2007-2009). rimane quindi a rischio la concessione per il 2010 ed il 2011, che è proprio l’oggetto della valutazione di Bruxelles.
Fumero spiega che “Nonostante, in una fase iniziale, gli uffici della Commissione Europea avessero dimostrato apertura nei confronti della proroga, si sono susseguite richieste di chiarimenti ed informazioni supplementari e la Direzione Generale Concorrenza della Commissione ha fatto sapere che, nonostante i pareri favorevoli dei diversi uffici, il Servizio Giuridico della Commissione potrebbe considerare non ammissibile la proroga, in quanto inizialmente autorizzata per un solo triennio”. Sono così proseguiti incontri per spiegare le ragioni della richiesta italiana.
L’ultima richiesta d’informazioni è stata presentata dalla Commissione Europea il 16 maggio 2012 e Fumero annuncia che il Governo italiano ha risposto l’11 giugno 2011: “Quindi, la Commissione Europea deve definire la propria posizione entro 60 giorni da tale risposta”. Quindi, entro l’11 agosto 2012.
Nella risposta, il Governo italiano ha “Segnalato nuovamente che il prolungarsi della sospensione dell’efficacia dei provvedimenti genera uno stato d’incertezza e di disagio per tutti gli operatori del settore e quiondi sottolinea l’urgenza di una collecita conclusione delle procedura”. E, ovviamente, “auspica un esito positivo”.

















