Nel caldo agosto – secondo alcune persone – la società taglia forniture senza preavviso a cittadini inermi, che sono sul “piede di guerra”, a suon di carte bollate. Si preannuncia un caldo agosto di ricorsi d’urgenza al Tribunale di Agrigento, “per un inspiegabile comportamento degli addetti della società idrica Girgenti Acque, che senza dare alcun preavviso ha iniziato a tagliare la fornitura idrica”. A farne le spese un condominio di Ravanusa, quello del Palazzo Mancino, ventidue unità abitative, circa cento inquilini, tra cui molti bambini e anziani, e, dato il periodo, ospiti dal Nord al seguito. “Un inquilino assiste il tecnico procedere al distacco – aggiungono – e lamenta la presenza di ospiti dal nord Italia. Il tecnico fa spallucce e scollega i tubi perché non decide lui. L’amministratore del condominio telefona all’ufficio legale della società per sapere le ragioni di un simile radicale intervento. Gli rispondono che è cessato il vecchio contratto e che nessuno lo ha rinnovato. L’amministratore, stordito, chiede come sia possibile e che tempi occorrono”. “Rispondono – proseguono – che si deve avviare una nuova pratica con i tempi tecnici che occorrono: settimane, forse mesi. L’amministratore minaccia querela per interruzione di un pubblico servizio, anche perché i pagamenti sono tutti in regola. Ma il gestore privato del servizio pubblico non ne vuole sapere. L’amministratore nomina per somma urgenza l’avvocato che ha già pronto un ricorso d’urgenza per il ripristino della situazione”. Questa la versione dei fatti secondo i cittadini del palazzo suddetto. Alla Girgenti acque la replica. Un agosto rovente e senz’acqua per tanti cittadini a Ravanusa. Il malumore aumenta e l’acqua diventa lava per Girgenti Acque, che forse così, se confermati i fatti, ha superato un limite invalicabile: lasciare senza il bene materiale più prezioso tante famiglie. “Senza degnarle, nemmeno, di un asciutto preavviso”.

Giovanni Blanda