Barba incolta e sguardo da criminale. È il volto che il Ministero dell’Economia ci spiattella da mesi nello spot istituzionale contro l’evasione fiscale. In certi casi però chi elude il fisco ha la faccia fresca di dopobarba, con cravatta che incornicia il suo status sociale. La Commissione Straordinaria che amministra il Comune di Castrofilippo ha scoperto che anche tra i suoi impiegati c’è chi non paga le tasse.
E’ stato il capo della terna prefettizia Baldassare Ingoglia a convocare i dipendenti comunali per rendere noto che il 20% di essi non è in regola con il pagamento dei tributi locali. Una percentuale così alta sgonfia tutti gli sforzi dei commissari per risanare quel bilancio che già l’anno scorso presentava una voragine per milioni di euro. Se le previsioni di incassare quanto i contribuenti non hanno versato non si concretizzano si innesca un meccanismo diabolico che porterà l’ente a rivivere l’incubo del dissesto finanziario.
Le prime conseguenze di questo “atto finale” saranno ancora una volta le tasse portate al massimo e la mobilità degli impiegati comunali. Ma prima ancora di percorrere questa estrema soluzione, i commissari del Comune sciolto per mafia hanno annunciato ai dipendenti che, nelle condizioni attuali, l’ente non sarà in grado di rinnovare il prossimo 31 dicembre il contratto ai precari. Circa 20 lavoratori a tempo determinato così potrebbero concludere, dopo anni di illusioni, il loro iter professionale con un pugno di mosche in mano. Le Rsu saranno al fianco dei loro colleghi auspicando nuove norme ai livelli regionale e nazionale.
“Le spese per pagare il personale finora, circa 50 impiegati, – rivela il commissario Carmelo Fontana, direttore amministrativo contabile alla Prefettura di Caltanissetta – incidono sul bilancio del Comune di Castrofilippo per circa il 45% del totale”. È intollerabile quindi che un dipendente su cinque evada quegli stessi tributi che, in un certo senso, servirebbero ad autofinanziarsi lo stipendio. E a scalfire ulteriormente a Castrofilippo il mito dell’indigente soffocato dalla morsa fiscale è la posizione del Centro Commerciale. “I titolari della struttura – denuncia ancora Fontana –, solo di ex Ici, devono al Comune di Castrofilippo circa 500mila euro.
Una cifra che da sola permetterebbe di erogare servizi importanti per il paese”. Il più alto rimane comunque il tasso di cittadini che non paga le tasse. Pare che in questo caso superi il 50%. Giro di vite anche sulla nettezza urbana. Il commissario Ingoglia ha annunciato il ridimensionamento pure degli operatori ecologici. A Castrofilippo lavorano 8 netturbini dell’Ato Gesa Ag2. Quando era il Comune a gestire il servizio erano 3, e la tassa sui rifiuti solidi urbani era 4 volte inferiore all’attuale. Se la Commissione afferma di essere in regola con la Tarsu del 2012, dal 2008 al 2011 sull’ente e sui castrofilippesi pende un debito complessivo di 1.600.000 euro.
“Le tasse vanno pagate da tutti ed in egual misura dai dipendenti comunali e se questi ultimi non lo fanno invitiamo il Comune ad effettuare le trattenute sullo stipendio”. È la proposta provocatoria delle Rappresentanze Sindacali Unitarie al Comune di Castrofilippo dopo la notizia resa nota dalla Commissione Straordinaria secondo cui il 20% di impiegati comunali non paga i tributi locali. Le Rsu ritengono che le responsabilità delle condizioni di difficoltà economiche dell’ente siano da ricercare nell’aumento delle tasse per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e nella morosità del Centro Commerciale.












