Sono in forte aumento gli episodi di microcriminalità a Racalmuto. In paese, da qualche settimana, si susseguono con una certa regolarità, di notte e anche di giorno, furti e danneggiamenti ai danni di esercizi commerciali sia del centro che della periferia del paese. Gli ultimi episodi criminali risalgono alla notte di Hallowen.
Ignoti hanno appiccato il fuoco all’interno dei locali dell’asilo nido comunale, di recente ristrutturato. Con lo stesso “modus operandi” sono state danneggiate la scuola elementare “Macaluso” ed il professionale “Fermi”. Alcuni giorni addietro, i vandali avevano danneggiato le finestre della scuola media “D’Asaro”.
Un’escalation criminale che preoccupa sia gli addetti ai lavori che la cittadinanza tutta. La gente, preoccupata per questa escalation criminale, chiede alle forze dell’ordine di intensificare i controlli al fine di mettere fine ad una spiacevole situazione che, nelle ultime settimane, ha raggiunto livelli allarmanti.
Diverse sono state, in questi mesi, le operazioni eseguite dalle forze dell’ordine che, con accurate attività di controllo del territorio, sono arrivati a sgominare numerosi traffici illeciti. In particolare, l’attenzione di carabinieri e polizia, si concentra sugli episodi di microcriminalità che se non prevenuti in tempo possono sfociare in reati con conseguenze tragiche.
L’azione delle forze dell’ordine, alla luce della grave situazione in atto, sarà ancora più incisiva nei vari servizi ad essa competenti, a cominciare dalla prevenzione.
———————–
Riceviamo e integralmente pubblichiamo:
Un paese al buio, spesso privo di illuminazione, nel cuor della notte è sistematicamente teatro di plateali incendi, quali quello dei dodici camion della miniera di sale ITALKALI o di decine di automobili anch’esse carbonizzate. Una decina di negozi, in pieno centro, in via Garibaldi, scassinati, presi d’assalto dai ladri e razziati. Decine le case svaligiate. I borseggi in mezzo alle strade non si contano più; addirittura ad un robusto macellaio gli hanno strappato con violenza la collana d’oro che portava al collo. Adesso, nel corso della notte di Halloween è stata la volta delle scuole. Per la verità già oggetto in altre occasioni di altri vandalici raid notturni e diurni. Adesso in una sola notte sono state prese di mira tre strutture scolastiche. L’asilo nido comunale, recentemente ristrutturato, incendiato con tutti gli arredi e le suppellettili. La vicina scuola elementare ‘Generale Macaluso’ e l’Istituto Professionale ‘G. Marconi’ sono stati invece messi a soqquadro con i vetri degli infissi frantumati, sedie ed armadi distrutti, gli estintori utilizzati, assieme a delle vernici, per imbrattare tutto. Sembra di avere a che fare con una furia vandalica inarrestabile, un’escalation di episodi criminali interminabile. In molti si interrogano per trovare delle spiegazioni di questi fenomeni che, da qualche anno a questa parte, si verificano con preoccupante e tragica frequenza. Quando parliamo di Racalmuto, ci riferiamo ad un comune commissariato dal giugno del 2011, privato delle istituzioni locali per dei presunti condizionamenti mafiosi tutti ancora da dimostrare; costretto a subire le discutibili decisioni di uno Stato che, con i suoi commissari governativi, ha chiuso centri di aggregazione sociale, il teatro comunale, lo stesso asilo nido che è stato incendiato. Uno Stato dimostratosi più aguzzino rispetto agli altri comuni siciliani e dell’intera penisola. Basti pensare che la tassa sui rifiuti, da un anno all’altro è stata aumentata del 78%, l’addizionale IRPEF comunale del 400%, l’IMU del 100%, tanto da portare un’intera comunità alle rivolte di piazza. Stiamo inoltre parlando di uno dei pochi comuni siciliani che fino al 2011 era considerato virtuoso, con un bilancio in attivo. Cosa sia successo da quando è stato commissariato, è presto per dirlo. Per tutte le cose che non vanno si tenta maldestramente di scaricare la colpa un giorno sui precari, in servizio al comune, un altro giorno sugli impiegati di ruolo. Si dice sempre che sono troppi, quando in verità, quasi tutti quanti sono pagati, non tanto con fondi comunali ma grazie ai trasferimenti regionali; pertanto non incidono minimamente sui fondi del bilancio comunale. Eppure, da quando sono stati nominati questi commissari, per qualsiasi cosa che non va, si tira fuori l’argomento impiegati; fomentando così, più o meno inconsapevolmente, una guerra tra poveri; dipendenti di ruolo contro i contrattisti a tempo determinato e poi tutti quanti contro i più deboli che sono i lavoratori senza contratto, quei 65 LSU (lavoratori socialmente utili) che percepiscono 540 euro al mese. Tutti quanti gli impiegati comunali, precari e non, stanno sul chi va là, quotidianamente ammoniti ed esposti ad una sorta di mal celato pubblico ludibrio. Alla base del malessere sociale di un’intera comunità ci sono anche, evidentemente, delle cause economiche che concorrono a creare un clima di profonda, di cupa depressione e non poche tensioni sociali. E’ ovvio che il terribile malessere di un’intera comunità deriva anche dalla totale mancanza di lavoro, dall’impossibilità di tanti, di sbarcare il lunario, nella quotidiana lotta per la sopravvivenza. Stiamo parlando di un paese che più degli altri sta soffrendo e patendo la profonda crisi economica che sta colpendo l’Italia e la Sicilia, in modo particolare. Non pochi effetti devastanti ha provocato il fatto di aver caricato la collettività racalmutese di una serie di esose tasse e balzelli comunali, tanto da far assurgere, l’ estate scorsa, il paese che ha dato i natali a Leonardo Sciascia agli onori della cronaca nazionale, come il comune più tartassato d’Italia. Chi aveva una catapecchia, un appartamento, una seconda casa, possibilmente ereditata, a causa delle tasse sulla casa più care d’Italia cerca disperatamente di disfarsene, di venderla prima che ci arrivi l’ufficiale giudiziario. Le scritte si vende non si contano più! Il problema resta comunque quello di trovare chi compra, prima che una serie di aste giudiziarie faccia andare in fumo un intero patrimonio edilizio. E’ una situazione disperata, esplosiva e che rischia di precipitare sempre di più! Il contesto sociale ed economico è ormai contraddistinto da quelli che ormai sono diventati dei pericolosissimi episodi di violenta criminalità! Che fare in un paese in cui manca anche quella quotidiana interlocuzione istituzionale? Se poi un inopinato equivoco, frutto di una serie di terribili ed esagerati sospetti di possibili condizionamenti mafiosi, ha provocato lo scioglimento delle istituzioni locali, il fare circospetto in questi casi è d’obbligo. Non sappiamo chi e perché ha voluto, in fin dei conti che a Racalmuto tutto quanto precipitasse nell’ attuale caos. Chi ha sciolto il Consiglio Comunale di Racalmuto si è reso conto, per lo meno, che la mafia stava altrove, possibilmente a gestire il settore dei rifiuti, dell’acqua o delle energia da fonti rinnovabili? E chi si è ribellato contro chi continua a gestire in regime di monopolio la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, imponendo delle tariffe che sono le più care d’Italia per dei servizi che sono pessimi? Ma i Racalmutesi! Non più di qualche mese fa un intero paese è sceso in piazza a protestare! Ed è sempre contro la vera ‘mafia’, quella dei rifiuti che è stata presentata un anno e mezzo fa dagli ex amministratori di Racalmuto, una formale denuncia alla Procura della Repubblica di Agrigento. Ad oggi, da parte dello Stato, non registriamo alcuna risposta, né di rispetto della legalità riguardo alla scandalosa gestione dei rifiuti o dell’acqua, né tanto meno sotto forma di controllo del territorio. Le strade, le scuole, le case, i cittadini tutti, tartassati, impauriti, terrorizzati, si prostrano, ancora una volta, al cospetto di uno Stato che ha con ottusa pervicacia voluto a tutti i costi cercare la mafia dove non c’è, anziché cercarla laddove c’è e cioè in mezzo all’acqua od ai rifiuti. Sono stati così intimoriti, intimiditi, mortificati quei cittadini che hanno denunciato il vero malaffare. E’ stata così calpestata una comunità che si è ribellata, anche attraverso i suoi rappresentanti istituzionali, proprio contro la scandalosa gestione di acqua e rifiuti nell’ agrigentino ed in tutta la Sicilia.
Salvatore Petrotto












