Circa trecento persone hanno partecipato al sit-in organizzato dalle Agende Rosse davanti al palazzo di giustizia di Palermo nell’ambito delle celebrazioni per l’anniversario della morte di Paolo Borsellino, il magistrato ucciso dalla mafia il 19 luglio 1992 assieme alla scorta. Tantissimi gli striscioni per il pm Nino Di Matteo, sostituto procuratore alla Dda di Palermo, affissi dai comitati di tutta Italia. Un lungo applauso dei manifestanti ha accolto i pm della Procura di Palermo – oltre a Di Matteo anche Vittorio Teresi, Francesco Del Bene e Roberto Tartaglia – che hanno salutato il popolo delle Agende rosse che si dirigerà alla facoltà di giurisprudenza per il convegno organizzato da Antimafia Duemila.
“L’agenda rossa non verrà mai trovata perché chi c’è la usa per continuare il complotto di questa Repubblica, per fare i suoi ricatti incrociati attraverso i quali si possono spiegare dei fatti che altrimenti non avrebbero una motivazione”, ha detto Salvatore Borsellino, leader delle Agende rosse e fratello di Paolo. “In Italia – ha proseguito – due partiti si dividono il potere. Prima lo facevano in maniera occulta e ora in modo esplicito. Questo ci deve fare riflettere. Così come il fatto che chi detiene l’agenda rossa ha una grande assicurazione sulla vita. C’è un sistema che la usa per i suoi ricatti”.













