Si è conclusa ,almeno per il momento, una contesa familiare che vedeva opposti il più giovane componente di una famiglia da un lato, la madre e il fratello maggiore dall’altro. Il giudice Ermelinda Marfia infatti, accogliendo la richiesta dell’avvocato difensore Liliana Alletto, ha emesso una sentenza di proscioglimento con l’assoluzione per il reato di sostituzione di persona e con un non doversi procedere per i reati di truffa e falsità in scrittura privata.

S. M., 29 anni di Camastra, nel 2013 aveva accusato la mamma A. R. e il fratello maggiore F. M. di truffa, falso in atti e sostituzione di persona. Tutto aveva avuto inizio, S. M. denunciò i familiari accusandoli di aver ottenuto dei soldi da una finanziaria falsificando la sua firma e lamentando di avere subito danni economici per ventimila euro. Madre e figlio, avviliti per le accuse mosse nei loro confronti, benché imputati non hanno voluto partecipare al processo per non rendere pubbliche le vicende familiari. Assistiti dall’avvocato Liliana Alletto però, a circa un anno dai fatti, con sentenza del Giudice del Tribunale di Agrigento, Ermelinda Marfia, hanno ottenuto una sentenza di proscioglimento con l’assoluzione per il reato di sostituzione di persona.


Fonte: Carmelo Vella