La città si mobilita per difendere l’ospedale dal rischio depotenziamento. Il 31 marzo, organizzata dal comitato civico «Pro Ospedale Barone Lombardo» di cui è presidente Salvatore Castellano, è stata indetta una manifestazione pubblica che ha come obiettivo quello di evitare un ridimensionamento della struttura sanitaria che si trova in contrada Giarre.

«Il Barone Lombardo – scrive il comitato – serve un comprensorio numeroso al quale fanno capo i Comuni di Canicattì, Ravanusa, Campobello di Licata, Camastra, Naro, Castrofilippo, Grotte, Racalmuto, Montedoro, Bompensiere, Delia, Serradifalco e Sommatino e la pianta organica, fino a qualche anno fa, prevedeva i seguenti reparti: chirurgia, medicina, ostetricia, ginecologia, pediatria, ortopedia, urologia, rianimazione, radiologia, lungodegenza, oncologia medica, neonatologia e oculistica, per un totale di 190 posti letto.


Nel tempo i posti sono scesi fino ad arrivare a 92 e scompaiono dalla pianta organica i reparti di urologia, ortopedia, oculistica, lungodegenza. E’ doveroso ricordare che a Canicattì esiste già il reparto di rianimazione anche se non è stato mai aperto, dotato di tutta l’attrezzatura necessaria per un costo di svariati miliardi di lire, in grado di funzionare immediatamente.

Perché allora la si vuole aprire a Licata e non a Canicattì senza ricorrere ad ulteriori spese? La legge prevede che la rianimazione deve sorgere nelle strutture più vicine al comprensorio, quando attivandola a Licata occorrerebbe una spesa non indifferente per l’acquisto di strumenti di lavoro e poi perchè è molto distante dal comprensorio. Bisogna anche tener conto che a Canicattì ogni anno nascono in media 800 bambini e Licata è al di sotto di 400, senza considerare la mole di lavoro della chirurgia dove vengono eseguiti interventi di grande importanza? Ma la cosa più vergognosa è che la chirurgia non ha una propria sala operatoria e si serve di uno stanzino in comodato d’uso con la sala operatoria dell’ostetricia e ginecologia.

Per quanto riguarda il reparto di lungodegenza, qualche anno fa è stato aperto per poi chiuderlo e riaprirlo a Licata. Sono questi i motivi che ci hanno spinto ad organizzare una manifestazione di piazza con un raduno alle 9.30 in piazza San Diego per sfilare lungo corso Regina Margherita fino alla villa comunale dove si terrà un comizio per richiamare l’attenzione dei politici e degli amministratori dell’Asp e programmare altre azioni di lotta per difendere la nostra struttura».