Ambulanza_AL7Un colpo al cuore, quando lo hanno trovato. Un altro ancora, quando si sono resi conto delle condizioni del neonato. Abbandonato su un balcone. Solo con se stesso e inconsapevole protagonista di una storia di indescrivibile tristezza. La mamma gli aveva dato la vita, poi ha deciso di strappargliela. Con una freddezza spaventosa. Su quel balcone, il primo piano di una casa in via Marini, lo avrebbe lanciato. Inimmaginabile.

Ma lui, il piccolo, non s’è arreso subito. Ha iniziato a piangere, alle sette del mattino, fino a quando chiamati dai residenti, i medici del 118 non lo hanno trovato. “È stato un soccorso con il cuore in gola. Il neonato al nostro arrivo – racconta Paolo Caltagirone, autista e soccorritore della Seus, società cogestore del servizio di emergenza-urgenza 118 in Sicilia – era in arresto cardiocircolatorio, è vivo per miracolo. Siamo stati contattati poco dopo le sette di mattina. Insieme all’infermiera Francesca Bono e al medico Angela Lentini siamo subito partiti con l’ambulanza della postazione di Santa Flavia. Pochi minuti dopo siamo arrivati sul posto, dove abbiamo trovato alcuni residenti della zona e la polizia”.


“Siamo saliti nell’appartamento al primo piano – prosegue – e nel balcone c’era il neonato, che non dava alcun segnale di vita. Lo abbiamo preso, avvolto in una coperta per riscaldarlo ed adagiato sul tavolo della cucina perché era urgente intervenire immediatamente”.

La situazione stava già precipitando. “Il piccolo era in ipotermia – spiega Caltagirone – e in arresto cardiocircolatorio. Insieme all’infermiera gli abbiamo praticato la rianimazione cardiopolmonare, mentre la dottoressa Lentini ha effettuato l’aspirazione nasogastrica per agevolarne la respirazione”.

Una vita in ballo, pochi secondi a disposizione per un’impresa quasi impossibile. Ma il destino ha baciato la vita: “Dopo un paio di minuti il neonato ha dato i primi segnali di vita, allora ci siamo subito precipitati in ambulanza e lo abbiamo trasportato al Buccheri La Ferla, dove è giunto grave ma ancora vivo e in fase di ripresa. Successivamente i medici dell’ospedale ci hanno detto che le sue condizioni sono migliorate”.

“Al mio ritorno a casa – ha concluso Caltagirone – essendo padre mi sono immedesimato e ho pianto. Qui al 118 facciamo tutti il tifo per lui, speriamo proprio che riesca a superare questa prima grande prova della sua vita”.

Al Buccheri è ricoverata anche la madre. In stato confusionale. E non ha chiesto del piccolo