A distanza di quindici mesi dalla morte del icatese Giovanni Brunetto, il cui cadavere è stato trovato nell’ottobre dell’anno scorso, sotterrato in un appezzamento di terreno in territorio di Canicattì, la Procura della Repubblica di Agrigento ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio volontario nei confronti di Angelo Carità 59 anni, imprenditore agricolo di Licata. Con quest’ultimo è indagato anche Angelo Bianchi, 38 anni licatese, dipendete del primo. Secondo la Procura i due, < hanno causato, dopo averlo sequestrato, la morte dell’imprenditore agricolo Giovanni Brunetto, sequestrandolo e sopprimendone il cadavere. Con le aggravanti di avere commesso il fatto con premeditazione e per motivi abbietti e futili, costituiti dalla volontà di Angelo Carità di non restituire a Giovanni Brunetto una somma di denaro variabile da 40mila euro a 100mila euro, ricevuta in prestito in precedenza >. E’ questo il punto centrale dell’accusa che il procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e il sostituto procuratore Salvatore Vella hanno rimarcato nella richiesta di rinvio a giudizio, con contestuale avviso di chiusura delle indagini preliminari. Angelo Carità aveva la disponibilità di un lotto di terreno agricolo, in contrada Casalotti, nelle campagne canicattinesi, per il quale si occupava di lavori agricoli, e nel quale dopo una serie di scavi effettuati dai poliziotti del Commissariato di Licata, è stato rinvenuto il corpo dell’imprenditore. Più che corpo gli investigatori trovarono pochi resti che sottoposti ad esami scientifici hanno confermato che appartenevano proprio a Giovanni Brunetto. Tempo fa Carità e Bianchi erano stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal Gip del Tribunale di Agrigento, Ottavio Mosti. Poi i due vennero scarcerati e catturati nuovamente. Per Bianchi, tuttavia, è stato chiesto lo stralcio per riavviare parallelo procedimento penale, attesa la delicata posizione dell’indagato. Nel processo, le persone offese individuate sono: Franca Federico, moglie di Brunetto e i figli della vittima, Giuseppe, Gaetano Davide, Angelo Daniele e Donatella.












