jugoslavia-titoMentre scrivo questa nota, si è da poco conclusa al Teatro Sociale di Canicattì una manifestazione in ricordo degli italiani uccisi nelle foibe carsiche dagli uomini al comando del maresciallo Josip Broz, comunemente noto col nome di battaglia di Tito.
La manifestazione è stata promossa dall’Amministrazione Comunale di Canicattì che, a sottolinearne l’importanza, era significativamente rappresentata dal Sindaco Vincenzo Corbo, dall’Assessore alla Cultura Chiara Farruggio e da altri Assessori oltre che dalle massime autorità militari della città e da una qualificata rappresentanza delle scuole.
La relazione è stata tenuta dalla professoressa Gabriella Portalone, già docente di Storia Contemporanea all’Università degli Studi di Palermo, che ha pure commentato un documentario proiettato dagli organizzatori della manifestazione a documentazione delle atrocità di cui sono state vittima gli italiani d’Istria e Dalmazia.
“Signor Sindaco, suvvia, la tolga l’intitolazione di quella via al maresciallo Tito”. Con queste semplici ma incisive ed applaudite parole, la professoressa Portalone ha riaperto un’antica questione che stride con le manifestazioni che, con molta sensibilità, l’Amministrazione comunale dedica ogni anno al ricordo delle vittime del maresciallo Tito. Insomma non si può ricordare l’eccidio che Tito ha perpetrato contro gli italiani e, al contempo, mantenere l’intitolazione di una strada allo stesso autore dell’eccidio.
Dopo le sollecitazioni di molti cittadini, ora l’invito a rimuovere quell’intitolazione arriva da una storica.