Da 350 a 450 euro per tornare a Roma, da 405 a 478 per tornare a Milano. Sarebbero le tariffe aeree di ieri e di oggi per uno studente fuori sede o per un pendolare che ha fatto le vacanze in Sicilia e deve rientrare al lavoro.
A denunciarlo è l’ex rettore dell’Università di Palermo Fabrizio Micari con un post sui social. L’esponente di Italia Viva lo scrive dopo una ricerca di un volo fatta, però, con soli due giorni di anticipo rispetto al volo stesso.
Il post sui social
“Immaginate di essere uno studente o un lavoratore fuori sede – scrive Micari nel suo post –
Avete trascorso le vostre vacanze in Sicilia, a casa. Ora dovete tornare a Roma o a Milano.
Per tornare a Roma il 24 agosto, ITA Airways chiede, a seconda dell’orario del volo, da 324 a 457 euro, solo volo di ritorno”.
“Per tornare a Milano, da 405 a 478, sempre solo volo di ritorno.” scrive ancora Micari che, però, appunta la sua attenzione soprattutto su un altro tema ovvero lo sconto garantito dalla Regione, a suo dire, irrisorio “Ma “mamma Regione” vi fa un regalo, ha inventato la politica degli sconti, a carico del suo bilancio. Sapete a quanto ammonta lo sconto cui avete diritto in quanto residenti:37,50 euro!!” sostiene Micari.
L’eterna polemica della continuità territoriale
Sono tutti numeri (incredibili!!!) presi dal sito ufficiale ITA, pochi minuti fa.
Come vi sentite, pensando che il vostro collega di Cagliari, grazie alla politica lungimirante della Regione Sardegna, che programma ed applica la continuità territoriale, pagherà rispettivamente 30 euro per andare a Roma e 44 per andare a Milano? Il 24 agosto, come ogni altro giorno dell’anno. Una parola sola: VERGOGNA!”
Le risposte degli utenti
Le risposte degli utenti sotto il post, però, sono piuttosto inattese. C’è chi sottolinea che il test effettuato non è attendibile perché “i voli mica si prenotano due giorni prima” e altri “ma perché dovrebbero fare ora il biglietto”.
C’è, però, anche chi sottolinea che i prezzi sono alti fin da giugno e chi parla di una vergogna irrisolta, chi sottolinea che piuttosto che pensare ai voli bisognerebbe creare le condizioni per evitare che i siciliani vadano a studiare o lavorare altrove e chi sostiene che il Ponte sullo Stretto serve proprio ad evitare questo.
Singolare, però, sarebbe l’entità dello sconto. La Regione prevede che lo sconto applicato sia del 25% mentre l’importo segnalato da Micari appare ben al di sotto.