Senza un rifinanziamento immediato del Fondo di Rotazione per l’Artigianato gestito da IRCA, l’Ente difficilmente potrà esercitare le funzioni primarie previste e con esso l’accesso al credito agevolato per artigiani, cooperative e piccole imprese siciliane. È l’allarme lanciato dalle Segreterie regionali di FABI, FISAC CGIL, FIRST CISL, UILCA UIL e UGL Credito.
I sindacati scrivono al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, all’assessore regionale all’Economia, Alessandro Dagnino e all’assessore alle Attività produttive, Edy Tamajo, chiedendo che nella Legge Finanziaria regionale 2026 siano stanziate le risorse necessarie a garantire la piena operatività dell’Ente. Il rimpinguamento del Fondo di Rotazione per l’Artigianato, unito alla dotazione già disponibile per il Fondo della Cooperazione, costituisce l’elemento cruciale che rende credibile il Piano Industriale approvato dai vertici deII’Istituto.
Il processo di fusione tra CRIAS e IRCAC, che ha portato alla nascita di IRCA, può dirsi completato solo se accompagnato da risorse adeguate e coerenti con il Piano industriale dell’Ente. “Senza una dotazione finanziaria solida — sottolineano le sigle — il Piano resterà inattuabile e l’Ente non potrà esercitare le sue funzioni di sostegno all’economia regionale.” I sindacati richiamano anche l’urgenza di garantire la valorizzazione del personale e le assunzioni previste, condizioni indispensabili per la sostenibilità del nuovo Istituto.
“Il rifinanziamento del Fondo di Rotazione non è una spesa, ma un investimento che produce valore — evidenziano FABI, FISAC CGIL, FIRST CISL, UILCA UIL e UGL Credito —. Senza questo intervento, la piena operatività di IRCA e il sostegno al sistema produttivo siciliano rischiano di subire una brusca battuta d’arresto.”












