Un’altra serata da tutto esaurito per la Rassegna Teatrale Peppe Nasca – Targa Michele Abate: la Compagnia del Tempo Relativo di Canicattì ha portato in scena “L’altro figlio” di Luigi Pirandello, nella versione riadattata e diretta da Lella Falzone, conquistando il pubblico con un’interpretazione intensa e commovente.
Ambientato nei primi anni del Novecento in un piccolo paese siciliano svuotato dall’emigrazione verso le Americhe, il dramma racconta la solitudine di Maragrazia, una donna poverissima e segnata dalla vita, madre di due figli emigrati in Argentina dei quali non ha notizie da anni. Il dolore dell’assenza diventa ossessione quotidiana, fino a svelare una verità ancora più crudele: Maragrazia ha un terzo figlio, presente nello stesso paese ma escluso, non riconosciuto, “altro” per ragioni sociali e morali.
Il medico condotto, figura chiave della vicenda, ascolta sgomento il racconto della donna, trasformandolo in una denuncia lucida della realtà contadina del Meridione: miseria, sfruttamento, dignità calpestata e sacrifici estremi. Lella Falzone amplia l’universo pirandelliano introducendo nuovi personaggi che danno vita a un vero coro popolare: donne chine sul lavoro, giovani sospesi tra partire o restare, anziani segnati dalla fatica e dalla rassegnazione.
La messa in scena è essenziale e simbolica: panni stesi, sedie di legno, ceste, valigie e pochi oggetti domestici diventano segni concreti di separazione, abbandono e attesa. Ogni gesto quotidiano – cucire, mescolare, sedersi, aspettare – assume un peso drammatico, culminando in un finale corale di forte impatto emotivo.
Le interpretazioni sono state intense e misurate, capaci di restituire senza retorica la sofferenza silenziosa dei personaggi. Particolarmente toccante la costruzione di Maragrazia, emblema di una maternità negata e di un Sud costretto a pagare un prezzo altissimo per inseguire un futuro migliore.
Applausi convinti e un silenzio denso di emozione hanno chiuso la serata, confermando il forte legame tra il pubblico e la rassegna, che spettacolo dopo spettacolo continua a raccogliere consensi e partecipazione.
Con “L’altro figlio”, Pirandello si conferma autore di straordinaria attualità: cambiano le epoche e le rotte, ma restano le partenze forzate, le famiglie spezzate, il dolore di chi resta ad aspettare. Uno spettacolo che ha trasformato il teatro in luogo di memoria, riflessione e coscienza civile, lasciando il pubblico con la sensazione di aver assistito a un racconto che parla ancora profondamente al nostro presente.












