Ancora un episodio di violenza ai danni di un medico all’interno di un ospedale siciliano. All’Umberto I di Siracusa, una dottoressa è stata aggredita verbalmente e fisicamente da una paziente mentre si trovava in servizio per una consulenza in reparto.
La denuncia della Cisl
Secondo la denuncia del segretario generale della Cisl Medici Ragusa-Siracusa, Giuseppe Runza, la vittima è stata colpita ripetutamente, anche con un ombrello, dopo aver sorpreso la donna a sottrarre materiale dal magazzino ospedaliero. Medicata dai colleghi, la professionista ha riportato contusioni giudicate compatibili con una prognosi di alcuni giorni.
«Un episodio gravissimo che ribadisce purtroppo i gravi rischi che corre tutto il personale ospedaliero», ha commentato Runza, sottolineando come la violenza, questa volta, sia esplosa all’interno delle corsie, in un luogo che dovrebbe essere di cura e non di pericolo.
L’escalation
La denuncia arriva nel pieno di una preoccupante escalation di aggressioni ai sanitari in Italia. Secondo i dati aggregati da associazioni mediche nazionali, nei primi tre mesi del 2025 si è registrato un aumento del 37% delle aggressioni verso operatori sanitari rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una media di oltre 2.100 episodi al mese e un totale di circa 6.483 casi tra gennaio e marzo. Medici, infermieri e fisioterapisti continuano a subire sia violenze verbali sia fisiche, con una crescita significativa delle denunce e delle testimonianze raccolte nelle strutture sanitarie.
L’allarme dell’Ordine dei medici
La Sicilia non è esente da questo fenomeno. Secondo l’analisi dell’Ordine dei Medici di Siracusa, gli episodi di aggressione ai sanitari locali risultano in linea con i trend regionali, evidenziando l’urgenza di misure di sicurezza più efficaci all’interno di ospedali e ambulatori. Solo nel 2024, prima dell’ulteriore impennata dei primi mesi del 2025, la Sicilia aveva già registrato diversi casi di medici vittime di violenza, in coerenza con l’incremento percentuale regionale confermato dalle indagini nazionali.
Per la Cisl Medici e le associazioni sindacali, dietro questo aumento preoccupante si celano problemi strutturali di sicurezza, carenza di personale e pressione sulle strutture sanitarie: fattori che, combinati, alimentano frustrazione tra l’utenza e stress tra gli operatori. «Episodi che minano inevitabilmente la serenità di chi opera in contesti già delicati e scanditi da emergenze continue», ha concluso Runza, ribadendo la richiesta di interventi concreti da parte delle istituzioni.












