I consiglieri comunali Gianluca Cilia e Giuseppe Alaimo hanno notificato una formale diffida al sindaco e all’amministrazione comunale di Canicattì per la mancata attuazione dell’ordinanza sindacale n. 54 del 27 giugno 2024, con cui era stato dichiarato lo stato di emergenza idrica su tutto il territorio comunale.

Nel documento, inviato anche alla Prefettura, alla Protezione Civile regionale e ad AICA, i due consiglieri chiedono l’immediata attuazione delle misure previste dall’ordinanza, tra cui “l’emungimento e la distribuzione di acqua non potabile tramite autobotti”.


Per i consiglieri ci sono “Gravi rischi per salute e ordine pubblico”.

Nella diffida si sottolinea come “l’ordinanza non risulti né revocata né pienamente applicata, mentre continuerebbero a registrarsi disservizi idrici con ripercussioni sulle condizioni igienico-sanitarie della popolazione”.

Pertanto i firmatari richiamano: la delibera del Consiglio dei Ministri del 6 maggio 2024 sullo stato di emergenza per deficit idrico; la successiva proroga del 9 maggio 2025; gli obblighi del sindaco in materia di tutela della salute pubblica previsti dal TUEL.

Secondo i due componenti l’assemblea cittadinari”la prolungata carenza d’acqua potrebbe determinare non solo rischi sanitari, ma anche criticità di ordine pubblico”.

Con la diffida, Cilia e Alaimo intimano all’amministrazione di: attuare pienamente l’ordinanza n. 54/2024; attivare il servizio sostitutivo tramite autobotti; adottare ulteriori misure straordinarie per ristabilire il servizio; comunicare per iscritto le azioni intraprese.

Il termine fissato è di cinque giorni dalla ricezione dell’atto. In caso di mancato riscontro, i consiglieri annunciano il ricorso alle competenti autorità amministrative, contabili e giudiziarie per l’accertamento di eventuali responsabilità.