Sono 3.500 le sottoscrizioni che Azione Civica ha registrato nel corso della raccolta firme promossa lo scorso fine settimana a Canicattì contro la gestione del servizio idrica.

I cittadini hanno sposato l’iniziativa rappresentata dagli avvocati Rino Lo Giudice e Fabio Li Calsi andando a firmare in massa il documento. “Ora siamo legittimati ad andare avanti a voce alta ed a chiedere giustizia sociale, legalità e verità – afferma con grande soddisfazione Rino Lo Giudice” che ringrazia quanti hanno sostenuto questa campagna.


“Prima di tutto grazie ai volontari che per due giorni si sono impegnati e sacrificati con grande senso di responsabilità a disposizione dei cittadini – sottolinea – Grazie a chi ci ha sostenuto e spinto in ogni modo per avviare questa azione civica. Grazie ai cittadini che pazientemente hanno aspettato il loro turno per la firma e, come sempre, hanno consentito lo svolgimento delle operazioni in modo civile ed educato favorendo l’accesso alle persone più svantaggiate e fragili”.

E aggiunge con orgoglio: “È il successo di una Città che vuole, anzi, pretende risposte serie su diritti fondamentali, sul diritto ad avere l’acqua come hanno tutti i cittadini italiani”.

E sui cantieri avviati da Aica in città, l’avvocato commenta: “Certo non credo che sia merito nostro ma sono convinto che la nostra massiccia presenza (3500 cittadini) abbia messo la giusta attenzione e pressione ad Aica per avviare il prima possibile questi interventi (dopo moltissimi anni d’attesa) , così come, adesso, la dotazione idrica è aumentata ed i turni in alcuni quartieri sono più lunghi e arriva più acqua. Noi continuiamo a pretendere trasparenza, legalità e diritto civile all’acqua per tutti”.

Infine, Rino Lo Giudice rivolge un appello al sindaco Vincenzo Corbo: “Signor Sindaco adesso la invitiamo ad usare ancora di più questa nostra attività e presenza per ottenere almeno equità di trattamento con gli altri Comuni (per iniziare il costo viaggio autobotte sostitutiva a carico di AICA ed eliminazione del contratto fittizio). Grazie”.