“la I commissione Ars, presieduta da Ignazio Abbate, ha ascoltato le proposte delle organizzazioni sindacali sul disegno di legge per la riforma della dirigenza della Regione Siciliana. Come Siad-Csa-Cisal, abbiamo chiesto che si valorizzino le elevate professionalità e che si garantisca la meritocrazia: l’attuale ddl non ci convince, serve semmai una complessiva riforma della Pubblica amministrazione”. Lo dicono Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto del Siad-Csa-Cisal.
“In particolare – dicono Badagliacca e Lo Curto – chiediamo una fascia unica per la dirigenza, che rispetterebbe l’accordo con lo Stato del 2021; di rivedere i requisiti per l’accesso, aprendo ai dipendenti a tempo determinato e valorizzando master e titoli post-laurea; di modificare la quota riservata agli interni che deve essere non inferiore al 30%. Inoltre nutriamo grandi perplessità sulla legittimità del passaggio automatico alla nuova dirigenza, per evidenti profili di incostituzionalità”.
“Abbiamo proposto che gli uffici semplici siano affidati all’area delle Elevate professionalità e chiesto la creazione di uffici specifici per la vigilanza – concludono – oltre a una disciplina specifica per le attività professionali dei dipendenti iscritti agli albi. La scadenza per gli emendamenti è stata fissata al prossimo 7 aprile, ci auguriamo che le istituzioni accolgano le istanze sindacali per rendere la macchina regionale pienamente efficiente, nell’interesse dei lavoratori e dei siciliani”.


















