Dagli Stati Uniti all’Australia, dal Sud America al Nord Europa: il progetto di rigenerazione del centro storico supera i confini nazionali. L’assessore Ignazio Di Gerlando: «Non stiamo vendendo semplicemente immobili a un euro. Stiamo provando a costruire nuove occasioni di vita, investimento e recupero per la città»

 Appena poche settimane fa era un progetto comunale che muoveva i primi passi. Oggi “Case a 1 Euro Naro” comincia già a misurarsi con un interesse internazionale che va ben oltre le aspettative iniziali.

I numeri registrati dal sistema digitale dell’iniziativa offrono una prima fotografia significativa: nelle ultime trenta giornate il portale ha raggiunto 2.767 utenti, 3.542 sessioni e 14.663 visualizzazioni. Nel momento in cui è stata rilevata la dashboard risultavano inoltre 48 utenti contemporaneamente attivi.


Ma il dato più rilevante riguarda le manifestazioni di interesse: sono già 88 le candidature all’acquisto registrate attraverso la piattaforma.

Le richieste non arrivano soltanto dalla Sicilia o dall’Italia. Nel sistema risultano contatti provenienti dagli Stati Uniti, dal Sud America, dal Nord Europa, dalla Russia, dall’Australia e da numerosi altri Paesi.

Un interesse alimentato anche dalla forte esposizione mediatica internazionale. Il 19 agosto Forbes.com ha dedicato a Naro l’articolo The New €1 House Program In Naro, Sicily, spiegando ai lettori internazionali il funzionamento dell’iniziativa e sottolineandone la finalità di rigenerazione urbana.

Pochi giorni dopo è arrivata Euronews, che ha raccontato il progetto nelle proprie edizioni internazionali. In Italia ne hanno scritto, tra gli altri, Idealista, Immobiliare.it e La Sicilia, mentre anche l’edizione brasiliana di Forbes ha ripreso la notizia per il pubblico sudamericano.

Abbiamo fatto il punto con l’assessore comunale Ignazio Di Gerlando, promotore dell’iniziativa.

Assessore, vi aspettavate una risposta di queste dimensioni?

«Sapevamo che il tema delle Case a 1 Euro esercitasse una forte attrazione, soprattutto all’estero, ma la velocità con cui Naro ha raggiunto un pubblico internazionale è sicuramente significativa. In poche settimane siamo arrivati a migliaia di utenti e a decine di candidature concrete. Per noi, però, il numero non è il traguardo: è il punto di partenza.»

Ottantotto richieste di acquisto sono già un dato importante.

«Lo sono, soprattutto perché dietro quel numero ci sono persone reali che stanno valutando Naro come luogo in cui investire, trascorrere parte della propria vita, avviare un’attività o, in alcuni casi, trasferirsi. Riceviamo interesse dagli Stati Uniti, dal Sud America, dal Nord Europa, dalla Russia, dall’Australia. Questo significa che oggi una piccola città siciliana può dialogare direttamente con il mondo.»

In questi giorni il progetto è arrivato anche su Forbes.

«La copertura internazionale ci fa piacere. Forbes ha raccontato Naro a un pubblico globale e successivamente sono arrivati Euronews e numerose altre testate nazionali e internazionali. Sarebbe sbagliato considerare tutto questo soltanto pubblicità. La comunicazione è parte di una strategia di rigenerazione: se vogliamo attrarre persone, investimenti e nuove energie dobbiamo prima fare conoscere Naro.»

L’articolo di Forbes presenta infatti il programma di Naro come uno strumento per favorire la rigenerazione e ricorda che l’accesso è aperto anche a cittadini stranieri, imprese e altri soggetti interessati.

Euronews sottolinea, a sua volta, l’obiettivo di contrastare lo spopolamento e restituire vita al centro storico.

Quindi il marketing non è un effetto collaterale del progetto?

«Assolutamente no. Ben vengano Forbes, Euronews e le altre testate se servono a raccontare Naro nel mondo. Ma il marketing ha senso solo se dietro c’è un progetto serio. La nostra ambizione non è ottenere qualche titolo sui giornali: è usare questa visibilità per sostenere un processo di rigenerazione urbana e sociale.»

Cosa significa concretamente?

«Significa recuperare immobili oggi inutilizzati, riportare persone nel centro storico, creare domanda per imprese edili, artigiani, tecnici, attività commerciali e servizi. Significa immaginare nuove residenze, strutture ricettive, studi professionali e attività economiche. Una casa recuperata non riguarda soltanto chi la compra: può generare lavoro e riportare vita in una strada o in un quartiere.»

Quale può essere la ricaduta economica, diretta e indiretta, di un’iniziativa del genere?

«La ricaduta economica può essere molto più ampia del semplice trasferimento di proprietà dell’immobile. La prima conseguenza è diretta e riguarda tutta la filiera del recupero edilizio. Una casa acquistata e ristrutturata significa lavoro per imprese edili, muratori, elettricisti, idraulici, falegnami, fabbri, serramentisti, ma anche per architetti, ingegneri, geometri, tecnici e professionisti che dovranno seguire progettazione, pratiche e lavori.

A questa si aggiunge poi una ricaduta indiretta che, nel medio e lungo periodo, può essere persino più importante. Se nel centro storico tornano ad abitare persone, anche soltanto per alcuni periodi dell’anno, aumenta la domanda di commercio, ristorazione, servizi, manutenzione, mobilità e attività culturali e turistiche. Ogni nuovo residente o nuovo investitore diventa parte dell’economia locale.

Ma c’è anche un valore sociale. Ripopolare significa contrastare l’abbandono, riportare presenza nelle strade e nei quartieri, ricostruire relazioni di vicinato e restituire funzione a parti della città che rischiano progressivamente di svuotarsi. La rigenerazione non è soltanto edilizia: è economica, urbana e sociale. È questa la prospettiva nella quale abbiamo voluto inserire il progetto Case a 1 Euro.»

Una delle caratteristiche di Naro è la gestione completamente digitale.

«Abbiamo voluto evitare una procedura fatta soltanto di moduli da scaricare ed email. Oggi abbiamo una piattaforma dedicata attraverso la quale il proprietario può proporre un immobile e il potenziale acquirente può consultare il catalogo, scegliere una casa precisa e presentare la propria candidatura.»

Il portale pubblico consente infatti di scegliere tra una procedura veloce e una procedura completa; ogni immobile pubblicato è identificato da un codice univoco e la candidatura può essere collegata direttamente alla relativa scheda.

Idealista ha indicato proprio la piattaforma digitale multilingue e il catalogo verificato tra gli elementi distintivi del progetto di Naro rispetto ad altre esperienze italiane.

Non basta quindi compilare una domanda per ottenere una casa?

«No, ed è importante chiarirlo. Il Comune non regala immobili propri e non compra le case dai cittadini. Fa da facilitatore. Gli immobili vengono proposti dai proprietari, verificati e soltanto successivamente possono entrare nel catalogo. Dall’altra parte, la candidatura dell’acquirente avvia un percorso amministrativo e non attribuisce automaticamente alcun diritto.»

Qual è ora la priorità?

«Trasformare l’interesse in risultati. La prima fase ci sta dicendo che Naro riesce ad attirare attenzione. Adesso dobbiamo accompagnare proprietari e potenziali acquirenti, aumentare progressivamente il numero degli immobili disponibili e fare in modo che le candidature possano diventare interventi reali di recupero.»

Cosa risponderebbe a chi considera le Case a 1 Euro soltanto un’operazione mediatica?

«Che la visibilità è utile, e sarebbe assurdo rinunciarvi. Ma deve essere accompagnata da regole, strumenti e obiettivi. Se una notizia su Forbes porta una persona dall’Australia o dagli Stati Uniti a scoprire Naro, consultare un immobile e valutare un investimento nel nostro centro storico, quel marketing ha già prodotto un’opportunità. Il compito dell’amministrazione è trasformare quell’opportunità in qualcosa di concreto e duraturo.»

Il Comune aveva formalmente annunciato l’avvio del progetto invitando i proprietari a presentare le proprie manifestazioni di interesse.

Oggi, a distanza di poche settimane, il progetto è entrato in una seconda fase: quella in cui l’interesse generato dalla comunicazione comincia a trasformarsi in candidature misurabili.

E proprio i numeri sembrano indicare che la sfida più importante inizi adesso.

Il portale ufficiale dell’iniziativa è case1euronaro.it.