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Nella seduta del 10 settembre u.s. il consiglio comunale di Naro ha approvato, in
un’aula deserta, il Bilancio riequilibrato 2020-2024, dopo il parere espresso lo scorso
luglio dalla COSFEL (Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali).
Quello che avrebbe dovuto essere il ritorno in bonis del comune di Naro, come la
stessa denominazione “bilancio riequilibrato” induce a pensare e sugellare il
risanamento finanziario dell’Ente, invece, deve essere rimandato ad altri successivi
esercizi finanziari, perché dall’esame dei dati dei bilanci di previsione che
compongono il c.d bilancio riequilibrato traspaiono soltanto ombre e niente luci.
Se ci dovessimo porci la domanda, ma il Comune dopo l’approvazione di questo
documento è risanato? La risposta è negativa. Il giudizio che emerge dai numeri è
implacabile, senza appello.
Partiamo, innanzitutto, dal ricorso all’anticipazione di cassa. Dall’esame dei cinque
esercizi finanziari 2020-2024, si rileva che il Comune di Naro ha fatto ricorso
costantemente ad anticipi di liquidità dal proprio tesoriere per 37 milioni di euro, sui
quali ha dovuto pagare 143 mila euro di interessi.
La capacità di riscossione dei tributi è risultata essere molto debole. Per tutto il
periodo 2020-2024 la riscossione della TARI è stata inferiore al 50 per cento del
dovuto. Alla fine del periodo il Comune ha accumulato crediti (tributi non riscossi) pari
a 3.900.000 euro. Di questi crediti, il Comune riesce a recuperare soltanto una quota
modestissima, di qualche punto percentuale.
Gli equilibri finanziari di parte corrente son risultati tre in negativo, uno in positivo,
ma soltanto perché in quell’anno vi sono stati maggiori trasferimenti, ed uno in
pareggio. Il saldo finale del periodo 2020-2024 ha evidenziato un risultato negativo di
parte corrente di oltre 2.300.000 di euro.
Un altro aspetto rilevante è quello correlato alla persistenza di debiti fuori bilancio.
Numerose sono state le deliberazioni di consiglio comunale di riconoscimento di

debiti pregressi. Ma si dubita che questo fenomeno sia terminato. Lo dimostra il
ricorso per decreto ingiuntivo attivato da AICA nei confronti del Comune di Naro per
circa 400.000 euro.
Infine, i bilanci di previsione 2020-2024 sono deficitari di numerosi accantonamenti
previsti dalla contabilità pubblica, la cui previsione avrebbe consentito di drenare
risorse destinate alla spesa. Ci si riferisce alla mancata previsione del fondo per il
rinnovo dei contratti per i dipendenti, del fondo per la contrattazione decentrata, del
fondo contenzioso, del fondo perdite partecipate, del fondo di garanzia dei debiti
commerciali e del fondo di fine mandato.
Se l’ente avesse superato la situazione di difficoltà finanziaria, come tutti
auspicavamo, non ci sarebbe stato bisogno delle raccomandazioni impartite al
Comune dalla Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali, la quale ha
elaborato ben 77 prescrizioni che l’Ente è tenuto ad assolvere.
Quindi, il risanamento dell’ente, nonostante l’approvazione del c.d. bilancio
riequilibrato, che costituisce, comunque, uno snodo obbligatario, è rimandato agli
esiti degli esercizi finanziari futuri. Si vedrà con l’approvazione dei futuri rendiconti
2025 – 2028 se l’Amministrazione in carica avrà saputo adottare le misure necessarie
per far ritornare il Comune in salute.
L’opposizione, in maniera unitaria, responsabilmente, nell’interesse dell’intera
Comunità, ha voluto concedere all’Amministrazione in carica una linea di credito,
astenendosi dal voto finale del documento, auspicando che il comune di Naro possa uscire dal buio finanziario e ritornar a rivedere le stell