Si sono chiusi oggi a Giardini Naxos i lavori del congresso internazionale Est science meeting, organizzato nell’ambito della collaborazione europea dedicata alla progettazione dell’European solar telescope.
Con uno specchio primario di 4 metri e una suite di strumenti con caratteristiche tecnologiche innovative, il grande telescopio europeo che avrà sede alle Isole Canarie permetterà di ottenere dati necessari per meglio comprendere i meccanismi di interazione fra la materia solare e i campi magnetici presenti nella nostra stella e contribuire così a una migliore comprensione dei processi fisici che scandiscono il funzionamento del Sole e che sono in azione ovunque nell’universo.
Al progetto Est partecipano istituti di 17 nazioni europee, tra cui, per l’Italia, l’università di Catania, l’Istituto nazionale di astrofisica e le università della Calabria e di Roma Tor Vergata.
“Est sarà un pilastro fondamentale della classe di telescopi solari di futura generazione, capaci di indagare i processi fisici generati dall’interazione tra i campi magnetici e i flussi di plasma turbolento alla base dell’attività solare”, spiega la professoressa Francesca Zuccarello del Dfa di Catania, responsabile del progetto per l’Inaf.
Grazie alla nuova strumentazione, saranno disponibili infatti dati ad alta risoluzione che permetteranno lo studio delle proprietà termiche, dinamiche e magnetiche del plasma del Sole, dalla base della fotosfera all’alta cromosfera. «Questa capacità – aggiunge – promette di rivoluzionare la nostra comprensione del campo magnetico solare e delle sue relazioni con l’eliosfera, le atmosfere planetarie, e la Terra, contribuendo anche a migliorare la nostra conoscenza delle stelle simili al Sole e del ruolo della stella centrale nei sistemi planetari”.












