Il sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento, Santo Fornasier, ha completato l’interrogatorio di tre dei cinque eritrei sopravvissuti alla traversata del Canale di Sicilia che secondo il loro racconto è costata la vita a 73 connazionali.
Due migranti erano stati sentiti martedì, ora è stato ascoltato il terzo. Secondo quanto si è appreso i tre hanno confermato la versione già raccolta dalle forze dell’ordine che li avevano soccorsi giovedì al largo di Lampedusa, e hanno ribadito le accuse verso le autorità maltesi che non li avrebbero soccorsi ma solo riforniti di acqua e salvagente invitandoli a proseguire verso le acque italiane.
Il procuratore della Repubblica Renato Di Natale ha confermato che si sta valutando l’ipotesi di una rogatoria internazionale a Malta per accertare esattamente che cosa è accaduto anche con l’ausilio delle autorità maltesi.
Nel frattempo le forze armate maltesi hanno diffuso una foto aerea che ritrae il gommone dei cinque eritrei arrivati nei giorni scorsi in Italia. La foto, che risale al 19 agosto, mostra l’imbarcazione con le cinque persone a bordo mentre si trovava in acque libiche, affiancata da una motovedetta militare maltese.
Secondo il portavoce dell’esercito maltese, Ivan Consiglio, la foto proverebbe che i cinque eritrei erano in buone condizioni di salute. In realtà nella foto si vedono i cinque naufraghi sdraiati sulla base in legno del gommone che non sembra poi così integro come sostenuto dai maltesi e la sua lunghezza di 12 metri è assolutamente compatibile con la presenza di un’ottantina di persone a bordo, come ha confermato anche la Guardia di Finanza sulla base di altri sbarchi avvenuti con imbarcazioni di quelle dimensioni. Intanto proseguono gli sbarchi sulle coste italiane.
Sono giunti a Siracusa nella tarda serata di ieri i 55 migranti che viaggiavano su un peschereccio intercettato da un aereo della Guardia di Finanza a 70 miglia di Capo Passero nel siracusano. Due di loro sono stati arrestati con l’accusa di essere gli scafisti che hanno pilotato l’imbarcazione. I restanti 53, che hanno detto di essere cittadini iracheni e turchi sono stati condotti nel centro di accoglienza di Pozzallo.











