Ha avuto un inaspettato successo di pubblico la cerimonia di presentazione del libro dal titolo Quale cura per la psiche? della psicoterapeuta di Racalmuto, Angela Marranca, presentato venerdì 28 agosto, nel suggestivo atrio del Palazzo di Città, dall’ARCI, su proposta della presidente, Angela Martorana.
Alla presenza di alcuni responsabili territoriali dei reparti di Igiene Mentale dell’ASL di Agrigento, Canicattì e Porto Empedocle, quali le dott.sse Picone Chiodo e Pina Ancona o il dott. Giovanni Cardella, con grande sorpresa è stata riscoperto il grande interesse per alcune delicate argomentazioni, attinenti il rapporto tra disagio mentale e psicoterapia.
La Dott.ssa Marranca è reduce da altre esperienze editoriali che hanno da sempre messo in evidenza gli aspetti più o meno intrinseci di una materia, quella della psicologia, nei vari stadi della crescita, dall’età evolutiva alla senilità.
La sua esperienza lavorativa è maturata quasi del tutto in giro per la Toscana.
Ci si è interrogati sulle eventuali dissociazioni mentali che a volte accompagnano la vita di numerosi soggetti, non sempre consci di essere alle prese con dei problemi facilmente risolvibili, se seguiti dalle strutture sanitarie esistenti nei nostri territori.
Il disagio mentale, e questo è ciò che è anche emerso dall’incontro, può essere seguito alla stregua di qualsiasi altra patologia che, se curata nella sua fase incipiente, sicuramente può tranquillamente rientrare nei canoni della cosiddetta normalità, da non confondere con normalizzazione.
Le considerazioni espresse dai relatori hanno inoltre evidenziato come il disagio socio-economico, la precarietà nell’attività lavorativa rischia spesso di diventare precarietà esistenziale, soprattutto tra i giovani.
E’ stata Pina Ancona a porre l’accento su questo tema.
Mentre il dott. Cardella ha enucleato il tema della tenerezza nell’affrontare dei problemi la cui valenza traumatica, viene sciolta nel libro della Marranca in maniera dolce, dato che ha fatto risaltare anche la dott.ssa Picone Chiodo che ha ripreso anche i numerosi spunti relativi all’equilibrio interiore, la cui ricerca è la principale ricetta che ogni psicoterapeuta deve saper prospettare.
Nel dialogo con quanti si sottopongono a quelle che spesso si rivelano delle fondamentali analisi, è necessario tendere ad eliminare quelle scorie mentali, frutto di cattive sedimentazioni comportamentali che hanno spesso le loro radici in degli errati rapporti interpersonali, se non proprio in dei contesti sociali deviati.
Nelle sue valutazioni, la dott.ssa Marranca, ha posto l’accento su alcune caratteristiche essenziali del rapporto tra psicoterapeuta e paziente, esaltando quella necessaria empatia che deve intercorrere, in termini di coinvolgimento anche emotivo e sentimentale tra i due, accantonando antiche teorie che invece facevano perno invece su una sorta di asetticità, di astrazione e distacco dello psicoterapeuta.
In altri termini il libro della Marranca è anche un’apoteosi di calorosi rapporti umani che rappresentano il più vero ed autentico terreno di coltura di una sana terapia da incastonare con un’indispensabile delicatezza, tra le fibre più profonde dell’animo umano.
Unendo l’analisi e la terapia con l’intera sfera affettivo-sentimentale, attraverso un approccio carico di calore umano, si può fare affiorare cioè, leggendo Quale cura per la psiche? l’anima bella che è dentro di noi e scacciare il demone dell’eventuale perdita del proprio centro interiore, della propria identità.
Salvatore Petrotto
Sindaco di Racalmuto