agricoltoriL’on. Giulia Adamo ha presentato all’assessore regionale all’Agricoltura Michele Cimino un progetto la viticoltura della provincia di Trapani.
Gli investimenti realizzati in questi anni (ristrutturazione di 35 mila ettari di vigneto con un investimento di 270 miliardi di euro e l’ammodernamento delle cantine, con 150 milioni di euro, realizzato con fondi dell’OCM Vino e di Agenda 2000), non hanno generato quel “ trasferimento di adeguato valore ai produttori agricoli che era stato il principale obiettivo della politica di sviluppo rurale degli anni 2000.
Il progetto, partendo dalle premesse che gli strumenti attualmente previsti dai regolamenti CEE non sono stati in grado di evitare il crollo dei prezzi di mercato, di difendere il reddito dei viticoltori e di guidare il settore vitivinicolo propone un intervento immediato in tre punti:
1) Garantire il reddito del viticoltore quale primo anello della filiera intervenendo sul piano di sviluppo rurale attraverso l’elevazione del premio da 420 euro/ha a 700-800 euro/ha come già realizzato per gli agrumeti; il mantenimento del viticoltore in azienda e sul territorio eviterebbe l’abbandono dello stesso e la salvaguardia del paesaggio viticolo, oltre ad agire positivamente sul bilancio di carbonio (protocollo di Kyoto)
2) Piano industriale per le cantine sociali per contenere i costi di produzione nel vigneto ed in cantina attraverso la meccanizzazione delle operazioni colturali e la realizzazione di economie di scala nelle fasi di trasformazione e commercializzazione e orientare la produzione al mercato.
La Regione interverrà solo ed esclusivamente su quelle cantine social,i che aderiranno ad un piano industriale di mercato che preveda:
– l’aumento del capitale sociale finalizzato alla realizzazione degli investimenti;
-la fusione delle cantine e la costituzione di un nuovo soggetto giuridico, pena la restituzione delle somme assegnate;
– il rispetto del patto di filiera promosso dalla Regione che rispetti prezzo e qualità delle uve e quindi il reddito dei viticoltori soggetti più deboli ai quali ad oggi il prodotto viene spesso derubato (ribassi a 10 euro al quintale);
– la produzione, la trasformazione e la commercializzazione attraverso la realizzazione di elevate economie di scala;
– l’innovazione enologica attraverso ricerca, sperimentazione e formazione;
– l’affermazione dell’immagine del vino siciliano attraverso una nuova strategia di marketing (vino, territorio e turismo) e la realizzazione dei servizi che mancano alle imprese per essere più competitivi sui mercati internazionali quali la raccolta ed elaborazione di informazioni tempestive e complete sui mercati (market intelligence su scala mondiale)  e la programmazione e gestione coordinata delle azioni di promozione e comunicazione.
3) L’immediato utilizzo dell’articolo 16 della finanziaria regionale per finanziamenti collettivi da effettuarsi attraverso le cantine evitando esasperati percorsi burocratici.
Nodo centrale del progetto è la previsione dell’accorpamento delle cantine per adottare un programma di riduzione dei costi di produzione del vigneto mediante la meccanizzazione e la gestione unitaria degli stessi, l’adozione di un programma di commercializzazione del prodotto confezionato, elaborato da esperti di marketing e di un managemant qualificato,  a carico della Regione Siciliana.
Il piano ha visto la collaborazione di un gruppo di tecnici  (Nicola Trapani, Patrizia Montalto, Luigi Saladino, Antonio Parrinello e altri) che hanno attivato un tavolo “Le ali per l’agricoltura” aperto a tutti coloro che vorranno contribuire aldilà  dei colori politici.
A conclusione dell’incontro con l’assessore Cimino, l’On. Adamo ha dichiarato di essere certa che il progetto possa essere realizzato ed esteso a tutta la Sicilia per dare finalmente adeguate risposte ad un settore strategico per l’economia siciliana.