Non migliora la situazione dell’acqua al manganese a Canicattì. Dopo le voci contrastanti, tra alcuni consiglieri e il sindaco Corbo, circa la percentualità di presenza del manganese nell’acqua, ecco che arriva il fermo dell’erogazione dal Fanaco verso le provincie di Caltanissetta ed Agrigento, da parte di Sicilia- Acque.
Sembrerebbe infatti che il tasso del minerale sia tornato a superare quota 100 rispetto al limite massimo consentito di 50 su base litro. Dure le posizioni prese in merito dai consiglieri comunali Vaccaro e Cilia che continuano ad accusare il sindaco Corbo di negligenza verso il grave problema che mina la salute dei cittadini. Intanto da dichiarazioni fatte nei giorni scorsi dal consigliere Vaccaro, si presume la presenza di un’altra sostanza nell’acqua, si tratta di un sottodisinfettante usato insieme al cloro per purificare l’acqua, il Trialometano, che usato in dosi eccessive può diventare cancerogeno.
Dichiarazioni però in fase di accertamento, che se si rivelassero reali andrebbero ad aggravare la già precaria situazione. I consiglieri Vaccaro e Cilia comunque, sono tornati a chiedere alle forze dell’ordine e alla magistratura l’apertura formale di un’inchiesta che faccia luce finalmente sull’intera vicenda.
La perplessità dei cittadini su questo argomento aumenta, e nell’apprendere la notizia dell’interruzione dal Fanaco, adesso si chiedono anche come far fronte alle normali esigenze domestiche, visto che nei prossimi giorni le scorte potranno esaurirsi.
Da parte del sindaco non è arrivata nessuna direttiva né sul fermo provvisorio della fornitura idrica dal Fanaco, né sull’ormai indubbio “problema manganese”dell’acqua, anzi dal palazzo di città regna da giorni il silenzio assoluto sulla vicenda.
Sarebbe proprio il caso di dire ” chi se ne è lavato le mani?”
Di Marzia Trupia












