Oggi siamo stati sommersi da e.mail che lamentavano la situazione igienico sanitaria di alcuni paesi facenti parte dell’ambitio Ato a cui fa capo la Dedalo Ambiente. Sommersi come le vie cittadine di questi paesi che per motivi più o meno chiari vengono ridotti in discariche a cielo aperto.
Abbiamo più volte assistito a situazioni di questo genere in provincia, anche quando sono stati gli operatori ecologici ad incrociare le braccia per la mancanza degli stipendi. In quei casi Sua eccellenza il Prefetto è ricorso giustamente anche al precettamento, costrigendo in maniera coattiva e in nome dell’incolumità e della salute pubblica le aziende e i loro operai a lavorare.
Ci chiediamo perchè questa forma di tutela del cittadino non è applicabile anche nei confronti dei proprietari delle discariche che giustamente reclamano il proprio diritto al pagamento di quanto dovuto, ma che contemporaneamente mettono a rempentaglio la salute pubblica dei cittadini.
La riflessione ci sembra naturale, quasi ovvia. Il diritto di un imprenditore ad avere il suo compenso ha un diverso valore dello stipendio del povero operatore ecologico che deve portare il pane a casa?
In verità come dicono i nostri nonni ” u cani muzzica sempri u sciratu”












