Scoperta dalla Guardia di Finanza un’associazione a delinquere dedita alla commissione di truffe al bilancio dello Stato e dell’Unione Europea per un valore complessivo di circa 30 milioni di euro.
Eseguite 3 misure di custodia cautelare personale nonché il sequestro preventivo di beni mobili, immobili e quote societarie per oltre 18 milioni di euro.
Sono in corso indagini su ulteriori soggetti, anche all’estero.
Con il coordinamento del Comandante Regionale Sicilia, i Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Palermo ed Agrigento hanno concluso una complessa attività di polizia giudiziaria che ha portato alla completa disarticolazione di un sodalizio criminale dedito alla realizzazione di truffe aggravate allo Stato e all’Unione Europea, finalizzate all’indebita percezione di finanziamenti nazionali e comunitari nell’ambito dei programmi di investimento previsti dalla legge 488/92 e dal P.O.R. Sicilia 2000/2006.
Gli investimenti erano finalizzati alla costruzione di stabilimenti industriali a Termini Imerese (PA), Vicari (PA) e Cammarata (AG), nei settori della nautica da diporto e charter nautico, lavorazione del legno e fabbricazione di apparecchiature per il controllo dei processi industriali. Altamente significativo dal punto di vista occupazionale l’impatto dei finanziamenti sul territorio siciliano che prevedeva un incremento stimato di circa 800 unità lavorative.
Le indagini di polizia giudiziaria, coordinate dal Procuratore della Repubblica Aggiunto di Palermo, Dott. Leonardo Agueci e dal Sostituto Procuratore Dott. Sergio Demontis ed eseguite dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Palermo unitamente alla Compagnia della Guardia di Finanza di Agrigento, si sono protratte per oltre 2 anni, utilizzando i più complessi sistemi d’indagine normativamente previsti per giungere alla completa individuazione di tutti i componenti dell’organizzazione nonché dell’assai articolato meccanismo di frode posto in essere dagli indagati.
Al termine delle indagini gli elementi probatori raccolti hanno consentito al G.I.P. del Tribunale di Palermo, Dr. Fernando Sestito, di emettere il provvedimento a seguito del quale sono state eseguite 3 ordinanze di custodia cautelare personale, di cui due in carcere, ed il sequestro preventivo anche nella misura “per equivalente” di immobili, attrezzature, macchinari, autovetture e quote societarie per un valore stimato di oltre 18 milioni di euro.
Bloccata inoltre l’erogazione di oltre 10 milioni di euro che gli enti erogatori avevano già concesso, consentendo quindi un corrispondente risparmio netto per l’erario pubblico.
I provvedimenti sono stati eseguiti nei confronti di:
– GRIPPI Roberto, di anni 50, per i reati di cui agli artt. 416, 110, 640 bis e 483 del c.p., nonché per i reati di cui agli artt. 2 e 8 del D.Lgs. 74/2000 (associato in carcere);
– CATALANO Salvatore, di anni 52, per i reati di cui agli artt. 416, 110, 640 bis e 483 del c.p. (associato in carcere);
– FEO Stefano, di anni 42, per il reato di cui agli artt. 110 e 640 bis del c.p. (agli arresti domiciliari);
Contemporaneamente sono stati eseguiti numerosi sequestri di beni direttamente riconducibili agli ingiusti profitti derivanti dall’attività fraudolenta, con riferimento alle seguenti società:
– BLUE BOATS S.p.A., con sede in Termini Imerese (PA), zona industriale – Partita IVA: 13240930159;
– ELITE CHARTER S.r.l., ora E.C. S.r.l. con sede in Palermo, via degli Orti nr. 4 – Partita IVA: 05059620822;
– LEGNO S.r.l., con sede in Milano, via C. Pisacane nr. 14, già con sede a Palermo, via degli Orti nr. 4 – Partita IVA: 04830580827;
– LEGNO PIÙ S.p.A., con sede in Cammarata (AG), Bivio Scalo Ferroviario – Partita IVA: 02053430845;
– BIMATICA S.r.l., con sede in Milano, via C. Pisacane nr. 14 – Partita IVA: 13211210151,
nonché taluni beni immobili tra terreni ed appartamenti riconducibili agli indagati.
Da evidenziare che la LEGNO Srl rappresenta una vera e propria “cattedrale nel deserto” in quanto, pur beneficiando di finanziamenti per importanti investimenti industriali, risulta completa solo per le opere infrastrutturali esterne.
Il complesso ed ingegnoso sistema di frode individuato era finalizzato, in estrema sintesi, alla realizzazione degli investimenti produttivi con l’impiego dei soli fondi pubblici, senza alcun reale apporto di mezzi propri, invece previsto dalla normativa che regola l’erogazione delle agevolazioni finanziarie.
In particolare, le società finanziate, tutte gestite direttamente da GRIPPI Roberto, benché svolgessero attività diverse tra loro (nautica da diporto, produzione di porte e finestre in legno, noleggio di imbarcazioni da diporto, produzione di apparecchiature industriali) per l’acquisto di impianti, macchinari ed attrezzature si sono serviti, ma solo cartolarmente, di una società inglese, la WOODMAC ENGINEERING Ltd, al fine di gonfiare le spese da rendicontare alle banche concessionarie per svariati milioni di euro.
Nel corso delle indagini però le Fiamme Gialle hanno appurato che in realtà la WOODMAC non era altro che una società interposta ai reali fornitori, anzi una delle società utilizzate come schermo per nascondere le reale provenienza dei beni.
Le società beneficiarie infatti si rivolgevano per gli acquisti di macchinari e attrezzature esclusivamente a fornitori nazionali, i quali, dietro direttive del GRIPPI, stipulavano i contratti di fornitura con un’altra società di diritto inglese, la TIMBER TECHNOLOGY & MACHINERY Ltd, anch’essa interposta tra i reali fornitori italiani ed il fornitore inglese dichiarato WOODMAC, al duplice scopo di celare il costo effettivo delle forniture e la reale provenienza degli stessi beni.
Attraverso la duplice interposizione delle società britanniche WOODMAC ENGINEERING e TIMBER TECHNOLOGY, i protagonisti della truffa hanno costituito uno schermo societario all’esterno del territorio nazionale, funzionale a disperdere le tracce dei flussi finanziari e delle false fatturazioni dei beni.
Complessivamente il giro di false fatture emesse dalle società britanniche e dagli altri fornitori nazionali compiacenti, facenti capo direttamente o indirettamente a GRIPPI, nonché dalle stesse società finanziate fra di loro, ammonta a un volume complessivo di circa 90 milioni di euro.
Altresì, a rendere più complesso ed insidioso lo “schermo fittizio” è stato riscontrato che le somme di denaro originariamente provenienti dai finanziamenti pubblici, versate dalle società finanziate alla WOODMAC ENGINEERING Ltd, per il pagamento delle fittizie operazioni commerciali, rientravano nelle disponibilità delle stesse beneficiarie, dopo essere transitate dalla società inglese TIMBER TECHNOLOGY & MACHINERY Ltd ad una società asseritamente svizzera PLACMA AG, gestita da un insospettabile cittadino straniero.
Questi, a sua volta, riversava le somme ricevute nelle casse di altre società nazionali, socie delle beneficiarie e sempre riferibili a GRIPPI Roberto che, simulando fittizi versamenti di capitale sociale, le indirizzavano nuovamente a quest’ultime.
Un percorso circolare, quindi, che consentiva alle società gestite da GRIPPI, di poter beneficiare dei contributi comunitari pressoché a “costo zero”, attraverso l’articolata interposizione delle società di comodo estere e la necessaria connessa produzione di fatture per operazioni inesistenti, il tutto in una cornice di apparente legalità e nell’ambito di semplici ed ordinarie operazioni commerciali.
Per la realizzazione di opere infrastrutturali poi, le società finanziate si sono avvalse di società nazionali riconducibili al nucleo familiare del GRIPPI, rendicontando alle banche concessionarie spese per importi notevolmente “gonfiati” rispetto a quelli realmente sostenuti.
Anche in questo caso, a rendere più insidioso l’accertamento dei reali flussi finanziari sottesi alle operazioni di appalto di lavori e soprattutto per il fittizio aumento del capitale sociale, le somme di denaro versate a tali fornitori, per il pagamento dei servizi resi, rientravano nella disponibilità delle società finanziate, dopo essere transitate sui conti personali dei fornitori erano successivamente trasferite sui conti personali di GRIPPI Roberto e CATALANO Salvatore, consentendogli così di effettuare i versamenti fittizi di capitale sociale imposti dalla normativa sulle agevolazioni finanziarie.
Fondamentale, nella realizzazione della ingente frode si è rilevato l’apporto di FEO Stefano, direttore pro-tempore della Filiale di Palermo della Banca Popolare di Lodi, il quale ha consentito l’esecuzione in “forzatura” di numerosi giroconti e operazioni bancarie tra conti correnti, intestati alle società finanziate ed ai loro soci, in totale assenza della necessaria copertura finanziaria.
In altre parole, attraverso le movimentazioni “in forzatura”, il FEO, operando su conti correnti con disponibilità di poche migliaia di euro, simulava movimentazioni finanziarie milionarie, incrementando solo contabilmente il saldo dei conti, al fine di consentire al sodalizio criminale di eseguire i versamenti fittizi per gli aumenti di capitale sociale e i gonfiati pagamenti delle fatture false emesse dalle società fornitrici.
Ora le persone arrestate, dopo la notifica della misura cautelare ed i rilievi di rito sono stati condotti presso il carcere ovvero agli arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Continua in tal modo l’azione di contrasto alle frodi in danno delle uscite di bilancio dello Stato e dell’Unione Europea svolta dalle Fiamme Gialle del Comando Regionale Sicilia, specializzate nella tutela della spesa pubblica quale polizia economico finanziaria a servizio del Paese per la salvaguardia degli interessi finanziari nazionali e comunitari.
Palermo 5 marzo 2010












