Palermo, 17 marzo 2010 – Grazie ai contributi dei tanti privati volontari e dei Comuni di Bagheria, Casteldaccia e Altavilla Milicia a sostegno dell’iniziativa benefica, anche quest’anno circa 200 anziani indigenti, soli o abbandonati, in parte provenienti dal Centro Padre Nostro di Brancaccio (Palermo) e in parte segnalati dai servizi sociali di Palermo, Bagheria e Casteldaccia, parteciperanno alla tradizionale Festa di San Giuseppe organizzata dall'”Associazione Gruppo di preghiera Maria Immacolata” di Casteldaccia, fondata dal missionario laico Pino Lo Giudice e presieduta da Francesco Paolo Argo.
Venerdì prossimo gli anziani saranno accompagnati alla “Cittadella dell’Immacolata” di contrada Cavallaro a bordo di due pullman offerti dalla ditta Di Fulgo e dei pullmini dell’associazione. Alle 12 sarà celebrata la Santa Messa e saranno distribuiti i “Pani di San Giuseppe”. Seguiranno il pranzo, cucinato e servito dai volontari del Gruppo di preghiera, la distribuzione delle “sfinge di San Giuseppe” e, nel pomeriggio, l’animazione a cura di un gruppo folkloristico locale e danze accompagnate dalla banda musicale di Ficarazzi.
All’evento sono stati invitati Francesco Cascio, presidente dell’Ars; Biagio Sciortino, sindaco di Bagheria; Giovanni Di Giacinto, sindaco di Casteldaccia; Filippo Tripoli, assessore alle Politiche culturali di Bagheria; Gianfranco Ingrassia, assessore alle Politiche sociali di Bagheria; Salvatore Manzella, assessore alle Politiche sociali di Casteldaccia.
“Questa festa – ha spiegato Pino Lo Giudice – vuole essere la festa di tutti gli anziani e non solo degli indigenti, anche se una particolare attenzione sarà dedicata ai meno abbienti e a chi vive in condizioni di solitudine o di abbandono. Ringrazio – ha concluso Lo Giudice – la generosità di tutti coloro che nonostante la crisi hanno scelto di donare qualcosa per consentirci di offrire un pranzo di alta qualità e curato nei minimi dettagli. Saremo gratificati dalla serenità e dall’allegria che per un giorno potranno vivere anche questi nostri fratelli”.












