Anche in Sicilia fa discutere l’idea di tornare tra i banchi di scuola ad ottobre. La proposta è di un senatore del Pdl che ha presentato un disegno di legge a Palazzo Madama. Un provvedimento breve e secco composto di un solo articolo: “Per le scuole di ogni ordine e grado l’anno scolastico ha inizio dopo il 30 settembre”. Lo scopo sarebbe favorire il turismo in periodo di crisi e Mariastella Gelmini si è mostrata disponibile a prendere in considerazione l’eventuale possibilità, pur se avversata dalla Lega.
Alla Regione Siciliana forte sostegno invece alla campanella d’ottobre è quello dato dall’assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo, Nino Strano che chiederà al presidente Raffaele Lombardo e al collega assessore all’Istruzione e Formazione Mario Centorrino, avvalendosi delle prerogative statutarie, di spostare l’apertura delle scuole sull’isola, gia’ dal prossimo anno didattico, almeno al primo ottobre. “Questa scelta – ha aggiunto Strano – oltre a godere di grande sostegno tra le famiglie, potra’ favorire l’allungamento della stagione turistica con un positivo impatto sull’occupazione in un settore che va sostenuto durante una congiuntura internazionale di crisi”. Addirittura l’assessore fisserebbe l’apertura ogni anno al primo lunedi’ di ottobre.
Per Gaetano Cani, assessore alla pubblica istruzione della provincia regionale di Agrigento, la Sicilia potrebbe partire ad ottobre con l’anno scolastico, senza gravi difficoltà, visto che già è stato emanato il decreto regionale che fissa il 18 settembre come data d’inizio delle lezioni, e procrastinare di una settimana l’apertura delle scuole siciliane non sarebbe così impossibile, recuperando poi nel corso dell’anno con qualche pausa in meno.
Cani dà poi una chiave di lettura simpatica a tutta la questione, mostrando di conoscere il territorio: “più che incrementare il turismo – ha detto -, spostare la data d’apertura delle scuole, potrebbe servire a rendere disponibili per un periodo maggiore, quei giovani studenti, che per arrotondare o per aiutare i genitori, decidono di trascorrere parte dell’estate a lavorare in campagna”.












