โ€‹Quante volte percorrendo in auto le vie cittadine di Naro, ci si confronta con la propria moglie, figlio/a, amico/a, su quello che, la Fulgentissima fu descritta come un centro commerciale a cielo aperto.
C’รจ stato un tempo in cui il cuore di Naro non pulsava soltanto per la devozione a San Calogero o per la maestositร  del suo barocco.
Cโ€™รจ stato un tempo โ€“ compreso in quella manciata di decenni che va dagli anni โ€™70 alla fine dei โ€™90 โ€“ in cui Naro era il fulcro commerciale e sociale di un intero comprensorio.

Tornare indietro a Naro di 30-40 o 50 anni fa significa immergersi nella “Cittร  Barocca” che allora viveva di ritmi lenti, con un forte senso di comunitร  e una profonda ereditร  storico-culturale, lontana dalla frenesia digitale e dall’aspetto del centro urbano di oggi.


Chi รจ cresciuto in quegli anni ricorda una cittร  vibrante, dove via Vittorio Emanuele (u cursu) Viale Umberto I, la Piazza Garibaldi e San Calogero pullulavano di vita, di voci e, soprattutto, senza smartphone o social network, e dove la quotidianitร  era scandita dal passeggio, dalle chiacchierate nei bar sorseggiando granite e dai capannelli di persone che discutevano animatamente di politica e attualitร  nei circoli cittadini.

Prima dell’avvento dei grandi centri commerciali e dello shopping online, fare acquisti a Naro era un rito collettivo.
Le attivitร  commerciali non erano semplici negozi: erano punti di ritrovo, istituzioni locali gestite da famiglie storiche che conoscevano i clienti per nome e ne intercettavano i gusti e i desideri.
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โ€‹Negli anni ’70 Naro manteneva ancora un’atmosfera sospesa tra la rigida tradizione artigiana e la voglia di modernitร . Erano gli anni dei negozi di tessuti, dove le madri accompagnavano le figlie per scegliere il corredo. Le stoffe si misuravano a braccia e i negozi di abbigliamento classico dettavano la moda per la domenica.
โ€‹In quegli anni il commercio era fatto di botteghe storiche: i generi alimentari (i classici putiari), dove il profumo di mortadella appena tagliata si mischiava a quello del formaggio locale e dei legumi nei sacchi di juta, e le storiche mercerie, veri labirinti di cassetti di legno colmi di bottoni, filati e nastri colorati.

โ€‹Con l’arrivo degli anni โ€™80, Naro esplode di colori e di una nuova energia economica. รˆ il decennio del benessere diffuso e i negozi si adeguano alla febbrile moda dell’epoca. Aprono boutique di abbigliamento che portano in paese i grandi marchi e le tendenze della penisola. I giovani naresi corrono ad acquistare i jeans di marca, i primi piumini firmati e le scarpe alla moda nei negozi calzaturieri del centro.
โ€‹Il sabato pomeriggio, la domenica ed anche giornate festive, come ad es. all’interno del cimitero in occasione del 2 novembre, diventano il palcoscenico del classico “struscio”: una passeggiata continua lungo il corso principale o lungo il viale Umberto sino ad arrivare a San Calogero e sostare ore ed ore, seduti nelle vecchie panchine di piazza Roma.

Fermarsi davanti alle vetrine illuminate, incontrare gli amici davanti ai primi negozi storici di profumerie o nei negozi di articoli da regalo e liste nozze era la normalitร .

E che dire delle storiche pasticcerie e dei bar? Diventano veri e propri centri di gravitร  permanente dove gustare i ravioli di ricotta, il latte fritto, i cannoli, i mitici gelati artigianali, commentando le partite di calcio o la politica locale.

โ€‹Gli anni โ€™90 segnano la transizione verso la modernitร  tecnologica. Naro vede fiorire i negozi di elettrodomestici e i primi punti vendita di telefonia mobile, ma anche le cartolerie storiche che si riempiono degli zaini e dei diari di tendenza per gli studenti delle scuole medie e superiori.

โ€‹Chi era adolescente in quel decennio ricorda perfettamente i negozi di dischi, piccoli templi musicali dove si andavano a ordinare le musicassette o i primi CD pop e rock, o le sale giochi e i bar con i primi videogiochi arcade che facevano da contorno alle attivitร  commerciali tradizionali. Era una Naro autosufficiente, fiera, dove ogni via profumava di pane fresco appena sfornato dai numerosi panifici artigianali e l’artigianato locale (falegnami, calzolai, sarti) resisteva ancora fieramente accanto alle nuove attivitร  commerciali.

Orbene, se noi per un attimo, chiudiamo gli occhi e ci soffermiamo sulle attivitร  presenti in quei decenni nelle vie principali di Naro, possiamo davvero fare un un vero e proprio tuffo visivo in quell’atmosfera e rivedere i volti, le strade e la vita quotidiana della cittadina barocca, sentirne la vitalitร  ed i battiti di una vita veramente vissuta.

I miei ricordi partono dal giugno 1971, anno in cui, da Agrigento la mia famiglia si trasferisce a Naro, ove mio padre, da Brigadiere e da Maresciallo qualche mese dopo, comanderร  la locale Stazione dei Carabinieri per oltre un decennio.

A Naro frequenterรณ dal settembre successivo la terza classe elementare, con la maestra Marrone.
Ancora oggi, con molti compagni di scuola ci rivediamo e ricordiamo i momenti piรน belli.
I ricordi dapprima da bambino, pre-adolescente, adolescente e da giovane-adulto, percorrono i tre decenni ( 70-80 e 90) e partono proprio da quella caserma, ubicata nel viale Umberto I al civico 134, perfettamente intrecciata nel tessuto sociale della cittadina e la mente va subito ad una foto in movimento: due Carabinieri in sella ad imponenti cavalli che superbamente condotti al trotto, risalgono il viale Umberto per poter rientrare nelle scuderie da via Libertร .

Ad un centinaio di metri dalla caserma, i luoghi di infanzia…i due bar del viale, il Ciottolo ed il Gallo d’Oro, giร  menzionati in un altro post, danno l’inizio al tour virtuale.
Di fronte i due bar, il f.lli Destro, uno meccanico e l’altro esercente un negozio di generi alimentari.

A salire, sulla destra, l’elettrauto Arena ed il meccanico Pedano.

Di fronte la caserma, se non ricordo male, il primo negozio di fotografia di Fotoflash, di Giuseppe Alletto e Gianni Corda, che mantengono la memoria storica dei battesimi, conunioni, cresime e matrimoni di tutti i naresi e non.
Salendo sulla sinistra, scopriamo la pasticceria di Coco Virone e la macelleria di Caruso ( ancora oggi in attivitร ) ed ancora piรน avanti ” a putia da palermitana” sposata con Ferrante.
Nel lato destro, un negozio di sanitari e ceramiche e piรน avanti sempre sulla destra, il famoso negozio di abbigliamento ” Mata Hari” di Giovanni Milazzo…chi si ricorda il viavai di giovani ragazzi alla ricerca delle magliette fruit of the loom o dei jean Carrera?
A fianco le autolinee Cavaleri…quanti ricordi con il Sig Gino che controllava quotidianamente i biglietti o l’abbonamento di noi studenti pendolari…

Ad angolo tra la via Rot Agrigento ed il viale Umberto, il distributore Esso.
Quasi di fronte, il bar di Gerlando Arnone e la trattoria la ” Lanterna” ed ancora piรน avanti, il gommista Falci, poi divenuto negozio delle figlie ed il negozio di filati della Sig.ra Barbara.

Risalendo sul viale Umberto I, il maniscalco Tesรจ e di fronte la rivendita di biciclette del Sig. Russo ed il supermercato dei f.lli Maniscalchi, poi divenuto negozio di elettrodomestici e lampadari del Sig Aquilino.

Ancora avanti sulla destra, prima del distributore Agip di Vincenzo Vella, un negozio di abbigliamento e di fronte la scuola guida, dove tanti di noi ottenemmo la fatidica patente di guida.

Siamo a Sanmalasi ma la strada a sinistra in discesa, la via Sabella, ci dice che insiste sulla destra il grande Coiffeur Lillo Sillitti, ( quanti di noi siamo stati serviti dal grande Lillo)?
Scendendo una falegnameria a destra ed a sinistra la pasticceria del Sig. Corbo e di fronte altro negozio di coiffeur, mentre alla fine di via Sabella, proprio di fronte l’Uff Postale, il negozio di ferramenta del Sig. Scanio.

Risaliamo per Sanmalasi dove troviamo i tre bar ( Balsamo, Contrino e Gaetani) ed il tabacchino del Sig. Contrino, ancora oggi, tutti e quattro in attivitร .

Qui fermiamoci un attimo e vediamo che un autobus sta parcheggiando sul lato destro di largo S.Biagio, il cui posteriore pare stia sfondando il bar dei Gaetani.
Come non ricordare gli autisti degli autobus
che, manovravano in quel fazzoletto di strada?
E come non ricordare Suor Maria dell’istituto Immacolata Concezione che, per decenni รจ stata un’istituzione a Naro.

Imbocchiamo ora la via Vittorio Emanuele e subito a sinistra troviamo una piccola ” putia” di generi alimentari mentre a destra, vediamo il negozio di barberia di Trupia, zio del grande Lillo Sillitti.
Proprio piรน avanti la farmacia del Dott Palmeri, oggi Farmacia S.Caloiru Picciulu.
A sinistra la macelleria Caruso, oggi Caf.

Scendendo sulla sinistra in via Scicolone, il negozio di oggettistica e orologia del sig. Scalisi, il negozio di corredi della Sig.na Vasco e il negozio di articoli di scuola di Vassallo.

Pochi metri ancora e ci immettiamo subito ” a strata du cursu” e subito troviamo foto Acquista e una macelleria di proprietร  della madre dei Caruso.
Di fronte Acquista sulla destra, il tabacchino dei Lo Bello ed il negozio di elettrodomestici e bombole di Marrix.
A seguire il negozio di intimo della Sig.ra Busuito e piรน avanti, nello stesso lato, il negozio di filati di Cassaro.
Di fronte a Cassaro il negozio di abbigliamento di Franca Brutto.

Sulla sinistra la gioielleria Fiore, con la sig. Andolina sempre sorridente e piรน avanti la merceria di Troisi.
Di fronte un piccolo negozio di maglieria, di cui non ricordo il nome ed a fianco un altro negozio di barberia.

A sinistra ” a putia” del Sig Capraro prima e di Genoveffa Sillitti dopo, poi divenuto negozio di ottica di Minio, poi trasferitosi sempre nella stessa via.
Il negozio di calzature Italiano, poi divenuto gioellieria Cremona, al suo lato il circolo cacciatori e di fronte l’altra gioelleria Nicotra ed il negozio di tessuti di Orazio Barone.

Molti ricorderanno il negozio Replay di Alfonso Daunisi ed il bar Godot.
E per le musicassette?Il piccolo negozio del grande Enzo Farruggio, non piรน con noi.
Piu avanti sulla sinistra, il negozio di abbigliamento del sig. Alaimo, poi divenuto negozio di coiffeur per uomini gestito dal Sig. Schipani prima e da Mirabile Nicola, ambedue non piรน con noi.
L’osteria del papร  di Raffaele e la sanitaria di Tito Salvaggio e il laboratorio fotografico del sig Iemmolo e di fronte l’altro negozio di tessuti del Sig.Barone Salvatore.
A seguire il negozio delle sorelle Schembri, divenuto successivamente il negozio di Carmela Isola ( il ns negozio ancora in attivitร  dal 1984), i negozi di calzature di Pino e Fano Cumbo e quello di Formica.
La merceria della famiglia Polizzi e nella in discesa della via Specchi il negozio di decorazioni del sig. Schembri mentre nella salita un osteria.

Verso la piazza, il negozio del grande Gino Marrix ed a seguire il negozio di calzature del Sig.Catania.
Di fronte la macelleria del sig Giglio Domenico.

Siamo in piazza e sulla destra, il bar del Sig. Pino Alaimo ( che fu anche oggetto delle scene del film sul Giudice Ragazzino) e la banca popolare Siciliana oggi MPS.
A sinistra il bar Roma della famiglia Malluzzo ( il grande e indimenticabile Nino) e pochi metri piu avanti, un tabacchino ed un circolo.
Sempre sulla sinistra la Cassa Rurale ed Artigiana con a fianco la macelleria di Pino Giglio.
Sulla destra i due circoli cittadini.
La via successiva che spacca la piazza รจ la via Lucchesi, che percorrendola a salire, insisteva la Cassa di Risparmio sulla sinistra ed in alto il negozio di coiffeur di Paxia, giร  in via Piave oltre ai negozi di barberia dei f.lli Di Rosa oltre ad un negozio di giocattoli.
Come non dimenticare, in via Piave il negozio di Ferracane e la famosa farmacia del Dott. Principato, crocevia di personaggi politici che hanno fatto la storia della Fulgentissima.

A scendere ad angolo della via Lucchesi e precisamente in largo Milazzo, il Banco di Sicilia oggi Unicredit e proseguendo in fondo su via Lauria, l’allora fabbrica di tessuti del Sig.Scilla.
Ritornando verso largo Milazzo, risaliamo la via Lucchesi, fino ad arrivare in piazza ed accanto la chiesa di S. Francesco ci imbattiamo nuovamente nella via Vittorio Emanuele.
Proprio di fronte la porta laterale della chiesa, ai trovava un piccolo negozio della mamma di Lillo Gianni Vassallo e se non ricordo male un laboratorio di un calzolaio.

Piรน avanti il famoso negozio di giocattoli del Sig Vella e la piccola “putia” della madre dell’amico Arch.Michele Falci, non piรน con noi ed a fianco altra macelleria della famiglia Giglio.
Piu avanti il negozio di abbigliamento della Sig Riolo e sulla biforcazione della via Gran Priorato, il negozio delle famiglia Gibbiino.
Di fronte sulla stessa via, il piccolo negozio di ferramenta del Sig Arancio.
A salire sulla via Vittorio Emanuele, un’osteria e piรน avanti la falegnameria del Sig Tesรจ.
Ritornando verso la piazza, insiste la via Malfitano, ove si trovava la pasticceria Gallo e quasi di fronte l’oratorio Santa Barbara.
Qui รจ doveroso fermarci un attimo perchรฉ all’interno di quell’oratorio, ancora oggi riecheggiano i ” friscaletti siciliani” ( flauto siciliano) ed i tamburelli del gruppo folkloristico Val Paradiso diretto dal Prof Vaccaro.
Si, proprio all’interno dell’oratorio si svolgevano le prove del gruppo, pronto a far conoscere a tutto il mondo le meraviglie delle radici naresi.
Quanti di noi, abbian fatto parte del gruppo, anche se per un breve periodo?
Quanti ricordi e quanti amici che, tra i tanti non vi sono piรน.
L’orgoglio di Naro e della provincia insieme al gruppo Val d’akragas.

Qua mi fermo, nella consapevolezza di aver omesso attivitร  insistenti in altre vie cittadine ma l’obiettivo รจ quello di ricordare, attraverso queste attivitร , la vitalitร  della Fulgentissima, racchiusa nel centro storico.

Oggi molte di queste saracinesche menzionate si sono abbassate per sempre, complice lo spopolamento e il mutamento dei tempi, lasciando spazio alla nostalgia.
PECCATO.
Eppure, per chi ha vissuto la Naro di quegli anni, basta chiudere gli occhi per sentire ancora il rumore delle serrande che si alzano al mattino presto, l’odore del caffรจ che esce dai bar del corso e il brusio di una comunitร  viva che trovava nei suoi commercianti lo specchio di unโ€™epoca dโ€™oro irripetibile.

Noi non possiamo fare altro che ricordare ai piรน giovani, ciรฒ che Naro fu e cioe una grande cittร .

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Mimmo Riccio