E’ con vivo compiacimento che apprendo della recente nomina a Coordinatore cittadino del Partito Socilista di Canicattì dell’amico e compagno Giuseppe Giardina già consigliere comunale negli anni 70

Un ulteriore “raccordo” che si afferma nella Canicattì politica. Un importante momento necessario per la ricostituzione di un quadro politico locale che da parecchio tempo la nostra comunità attende.


La sintesi politica, anche con le sue diramazioni civiche, deve rappresentare per Canicattì un momento di riconciliazione tra il popolo e la politica. I trasformismi non possono in alcun modo incidere sull’azione politica stante che essi si attuano attraverso la volontà soggettiva. Una azione che deve rivolgersi prioritariamente nell’interesse della gente e nel riscatto di quei valori umani che vengono quotidianamente messi in discussione da azioni trasversali in cui l’unico obiettivo e l’interesse personale.

Canicattì soffre, a causa di azioni contingenti, la mancanza di una politica del fare da qualche tempo, il momento certamente non ci mette davanti prospettive rosee ma bisogna in qualche modo comprendere che non c’è azione che si possa concretizzare se non attraverso una campagna di sensibilizzazione che si ponga come priorità il rispetto del cittadino meridionale ed in particolar modo Siciliano e di tutte le sue prerogative a cominciare nella difesa e rispetto della nostra autonomia sancita nel nostro Statuto.

Canicattì vuole riconquistare i suoi momenti di gloria, per assicurare un futuro un po più sereno ai nostri figli.

Bisogna a tutti costi sconfiggere l’indifferenza di un Sindaco che ormai naviga verso il qualunquismo, buttando sempre più nella gogna la nostra comunità, ormai alla deriva nel campo del sociale, della cultura, della politica economica e finanziaria.

Alla politica è delegato questo compito, ogni suo operatore deve contribuire affinchè ciò si possa concretizzare.

In tal senso mi sento in dovere di mettermi a disposizione di coloro che si mostrino disponibili a condividere democraticamente tali scelte.

Carmelo Vaccaro