«Oggi è la festa della Chiesa, è il suo compleanno, è perciò la nostra festa, è il nostro compleanno». Ha esordito così mons. Montenegro nella sua omelia per la veglia di Pentecoste ai piedi del tempio della Concordia, rivolto ad oltre 1500 giovani provenineti da tutta l’arcidiocesi.
«È un compleanno particolare, speciale, perché non fa pensare ad una vita che va lentamente ed implacabilmente ad esaurirsi. Perché, avendo noi Gesù come misura del nostro tempo, sappiamo che ogni giorno che passa non è un giorno in meno, ma un giorno in più di vita.
Vi guardo. Voi siete Chiesa. Voi siete la Chiesa giovane e della Chiesa siete i giovani testimoni gioiosi, speran zosi, siete il segno, la voce, l’entusiasmo, la vi talità. Voi, giovani che sapete andare a tutto gas, siete i figli del fuoco e del vento. Non è uno slogan! E’ la verità di chi è fedele allo Spirito, fuoco dell’eterna giovinezza di Dio e vento della sua infinita novità. Siete fi gli del fuoco della vita che esplode, figli del vento della novità. Il fuoco si propaga, il vento nessuno lo può fermare. Da Pentecoste, la Chiesa è messa in strada e da allora è in cammino. Oggi cammi na anche con le vostre gambe. Forza, allora, alzatevi, equipaggiatevi di coraggio, prendete posizione, l’i care di don Milani sia la vostra griffe, siate decisi, fate sentire la vostra voce, esigete un mondo più umano, ma anche costrui telo. Venditti vi fa cantare: “Tu non ti arrendere / non ti confondere / apri il tuo cuore all’universo / che questo mondo sai / bisogna prenderlo / solo così sarà diverso”. Lasciate le vostre orme dove passate, non prendete scorciatoie. Voi siete il sogno di Dio, siete il futuro, ma siete anche il presente. Anche a voi oggi è affidato il presente.
Amate il mondo, abitatelo, ungetelo con l’olio dello Spirito, confrontatevi con le sfide del mondo, fategli compagnia, non guardatelo solo attraverso internet, ma percorrete le sue strade, sollevate il mondo, come vi ha detto Giovanni Paolo II.
Sollevate anche questo nostro territorio, senza paura, non fatevi fermare dalle cadute e delle delusioni. Dice un proverbio: solo i co raggiosi rischiano di sbagliare per vincere. … I campioni sono tali perché si rialzano ogni volta; uscite allo scoperto, rifiutate l’indifferenza che puzza di solitudine e che, facen dovi invecchiare anzitempo, vi inietta, senza che ve ne accorgiate, micidiali dosi di morte.
Pro gettate la vostra vita, riempitela di senso. Guardate in alto. Ma insieme. Fate squadra, siate la sua squadra, quella vincente. Non è tempo di eroi solitari. La vostra maglia ha il co lore del fuoco, e come simbolo il vento. Lo Spirito non permette la me diocrità, le mezze misure, gli sconti. Non siate come il giovane ricco del Vangelo, gene roso ma sino ad un certo punto, un bravo ragazzo ma sino ad un certo punto. Siete figli del fuoco e del vento, … ma mai sino ad un certo punto. Il vento e il fuoco non lasciano niente come era prima. Siate protagonisti gene rosi di un cambiamento che lascia il segno nella nostra chiesa e in questa nostra terra.
Tenete in gran conto il valore della vostra persona. Sentitevi il tempio bello dello Spirito; ascoltate la voce di Colui che vi abita me diante il Battesimo e la Cresima. Grazie allo Spi rito Santo, forza di Dio, imprimete alla vostre Città un “sup plemento d’anima” e alle vostre parrocchie, a volte un po’ spente e un po’ stanche, una scorta di giovinezza che vuole farsi comunione. Non vi chiedo di essere bigotti ma diversi, insomma giovani controcorrente, come il Vangelo richiede ad ogni cristiano.
Il mondo è pieno di Golia, ma non dimenticate che David, anche se piccolo e giovane, con Dio è stato vincente. Osate, rischiate con la grinta di chi sa che è dalla parte giusta. La vostra è quella del Risorto.
Non delegate ad altri, ciò che tocca fare a voi. Il farlo è del vile, e il vile ha paura di se e degli altri. Rimettete a lucido il vostro cuore e gridate la voglia di libertà, quella che ha le radici nel cielo. Non restate insensibili al bisogno di gioia che il mondo ha. Lasciatevi mettere in discussione dal mondo e mettete in gioco le vostre vitalità migliore. Il vostro po sto, se siete figli della luce, non è sotto il moggio; semmai riempite di spifferi di aria benefica e pulita questo mondo. Fatela circolare, quest’aria, fa bene, respiratela e fatela respirare a pieni pol moni, oggi è più che mai necessaria …
Non dimenticate che ciascuno di voi è unico ma, nello stesso tempo, che ciascuno di voi è chiamato a fare comunione con gli altri…
Dio vi ha fatti originali, unici, ricchi di doni. Stasera ognuno cerchi e si renda conto del dono che dentro gli emerge di più, che sente più evidente. Insieme li rappresentiamo e li rendiamo tutti evidenti. Ciascuno e insieme siete il tesoro che Dio ha poggiato sulla terra, su questa terra agrigentina… Guardatevi, ognuno è un colore, insieme siete il suo arcobaleno; ognuno è un suono, insieme siete la musica di Dio. Insieme siete il suo capolavoro.
Un’altra parola: fidatevi di Dio. E’ un vostro amico, non dimenticatelo! E poi, c’è Lei, Maria, la nostra compagna di viaggio. Ci indica la strada e la fa con noi.
La possiamo percorrere tutta, sino in fondo, senza paura. Non siamo soli…Buona strada a tutti.












