Si è concluso presso la sede distaccata di Canicattì del tribunale di Agrigento il processo nei confronti di L.M. e M.C.  imputati di abusivismo. Il giudice monocratico della sezione penale canicattinese, dopo alcuni minuti di camera di consiglio, ha letto il dispositivo contenente la sentenza di condanna alla pena di 500 euro di ammenda. I fatti si riferiscono a qualche anno addietro e riguardano la costruzione di un fabbricato abusivo per il quale però era stata avanzata regolare istanza di sanatoria. L’imputato in qualità di proprietario e committente, diede incarico ad una ditta specializzata in costruzioni, di realizzare la costruzione. Il giudice ha contestato agli imputati anche il fatto di aver eseguito i lavori senza nessun progetto esecutivo e senza la predisposizione di un direttore dei lavori, così come previsto dalle norme legislative in materia. Nell’arringa difensiva, l’avvocato aveva chiesto un rinvio dell’udienza affinché i suoi assistiti avessero modo esibire dei documenti che avrebbero potuto accertare l’esistenza di un’istanza di sanatoria riguardante l’immobile oggetto del processo. Gli imputati infatti, durante la fase dibattimentale, avrebbero più volte dichiarato di aver presentato istanza di sanatoria. Il giudice, non ha accolto le richieste della difesa ed ha condannato la oppia alla pena pecuniaria di 500 euro di ammenda.