
Gli esperti della rete PRISMA dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) hanno confermato che non si è trattato di un bolide o di una meteora di origine naturale, bensì di un detrito spaziale artificiale.
«Dopo aver effettuato le dovute verifiche, possiamo affermare che non si è trattato di un bolide di origine naturale», hanno dichiarato gli specialisti di PRISMA. L’oggetto è stato identificato con elevata probabilità come i resti dello stadio superiore del razzo cinese ZK-2 R/B, il cui rientro era previsto proprio per il 13-14 aprile.
Le prove dell’origine artificiale
• Velocità di ingresso in atmosfera di circa 8 km/s, sensibilmente inferiore rispetto a quella tipica dei meteoroidi naturali (oltre 12 km/s).
• Durata dell’evento superiore al minuto, compatibile con una traiettoria radente di un oggetto di grandi dimensioni che si disintegra gradualmente.
Queste caratteristiche hanno permesso di escludere rapidamente l’ipotesi naturale e di confermare l’origine umana del detrito.
Le immagini delle stazioni PRISMA
Nonostante l’oggetto non sia stato rilevato dal sistema automatico di triggering, le camere PRISMA dell’INAF-Osservatorio Astrofisico di Catania hanno registrato il fenomeno grazie alle postazioni di:
• Isola di Stromboli
• Serra La Nave (sul Monte Etna)
Le riprese mostrano chiaramente la frammentazione dell’oggetto e la lunga coda luminosa prodotta durante il rientro.
Il video girato a Naro dal nostro lettore si è rivelato particolarmente utile: ripreso da terra con buona risoluzione, documenta l’intero passaggio dell’oggetto da sud-ovest verso nord-est, confermando la traiettoria e la durata dell’evento descritte dagli esperti.
Un fenomeno sempre più frequente
I rientri incontrollati di detriti spaziali, soprattutto stadi di razzi cinesi e russi, stanno diventando sempre più comuni a causa dell’intenso traffico orbitale. Nel caso del ZK-2 R/B, la maggior parte dei frammenti si è disintegrata in atmosfera ad alta quota e non sono stati segnalati impatti al suolo.
Eventi di questo tipo rappresentano un’importante opportunità per la comunità scientifica per affinare i modelli di previsione dei rientri e studiare il comportamento dei materiali nello spazio.
Chi ha assistito al fenomeno o possiede altri video (come quello realizzato a Naro) può inviarli alla rete PRISMA per contribuire alle analisi scientifiche.












