Riceviamo e integralmente pubblichiamo una nota stampa delle marinerie agrigentine “Madonna del Soccorso” di Sciacca, “Madonna del Carmine” di Porto Empedocle e “Giovani Pescatori Licata” di Licata.
Apprezziamo con soddisfazione l’iniziativa dell’Assessore Regionale alla Pesca, On.le Titti Bufardeci che, con proprio Decreto n. 41/Gab. del 28/07/2010, ha regolamentato le modalità diarresto temporaneo 2010 delle attività di pesca, consentendo alle imbarcazioni della Sicilia di poter effettuare i 30 giorni di fermo obbligatorio nell’arco temporale compreso tra il 1 agosto e il 17 ottobre. Con detto Decreto, infatti, l’Assessore, accogliendo le istanze provenienti dalle nostre marinerie, ha prontamente richiesto e ottenuto, dal Ministro Giancarlo Galan, una deroga rispetto alla data di conclusione fissata con D.M. 23/06/2010 del Ministero, dando così la possibilità alle imbarcazioni della Sicilia di poter estendere sino al 17 ottobre il suddetto periodo di fermo. A questo si aggiunge la disponibilità e sensibilità verso le problematiche del settore mostrata anche dall’Assessore al Bilancio, On.le Michele Cimino che, con la costituzione di un capitolo di spesa “ad hoc”, ha impegnato circa 32 milioni di euro per il pagamento, tramite le Direzioni Marittime, delle indennità spettanti alle imprese e agli equipaggi per la “calamità naturale”, di cui alla L.R. n.33/98, le cui istanze erano state presentate nel 2009. Con questo provvedimento e grazie al tempestivo trasferimento dei suddetti fondi alle Direzioni Marittime, avvenuto il 19 c.m. (si tratta di circa 21 milioni di euro assegnati alla Direzione Marittima di Palermo e 11 milioni di euro a quella di Catania), le nostre imprese e i marittimi, probabilmente, entro la fine di agosto, potranno riscuotere quanto loro spettante e, finalmente, porre fine a questa questione che, a distanza di anni (settembre/ottobre 2000), mise in ginocchio le nostre marinerie a seguito di un fenomeno che interessò quasi tutte le coste siciliane. Rimane, tuttavia, un profondo stato di crisi, di disagio e di sofferenza in cui si trovano i nostri armatori e pescatori legato ancora al caro gasolio e agli alti costi di gestione, alla difficoltà nella commercializzazione per mancanza di infrastrutture ed in ultimo alla scarsità di pescato venutasi a determinare con le restrizioni imposte dal Regolamento del Mediterraneo, specie per quanto attiene l’allargamento delle maglie delle reti da pesca. E su quest’ultima questione dobbiamo dare atto all’Assessore Bufardeci e al Direttore Generale, Gianmaria Sparma, di aver mantenuto l’impegno nell’avviare una campagna di ricerca atta a dimostrare l’inefficacia dell’utilizzo di dette maglie che di fatto impediscono la cattura di molte nostre specie di taglia piccola ma di età adulta e non a rischio estinzione. Infatti, nelle prossime settimane gli Istituti di Ricerca ISPRA e CNR, in collaborazione con nostre marinerie, inizieranno una campagna di ricerca e monitoraggio lungo le nostre coste, che avrà la durata di cinque mesi, le cui risultanze verranno poi presentate a Bruxelles. L’auspicio ora è che, a breve, si possano trovare tutte le possibili soluzioni attraverso la individuazione e la messa in opera di nuovi strumenti che possano contribuire ad attenuare l’attuale stato di crisi quali, ad esempio: l’attivazione del Credito Peschereccio, a tasso agevolato, per poter affrontare le normali spese di gestione, così come già previsto per altri settori (commercio e artigianato); l’azzeramento dell’aliquota IRAP, per quanto concerne la quota Regionale, per l’intero settore della pesca; l’istituzione delle Commissioni Consultive Locali per la pesca, previste dal D.Lgs. 26/05/2004, n.154, che il settore ritiene fondamentale per affrontare e proporre soluzioni alle varie problematiche locali delle marinerie; la definizione di tutti i bandi FEP attraverso l’emanazione dei decreti di concessione, con particolare riferimento alla misura 1.3 “Ammodernamento Pescherecci”; la riapertura del bando misura 3.1 relativo ai “Piani di Gestione Locali”, consentendo anche alle marinerie agrigentine di poter sfruttare questa importante opportunità; etc.. L’intenso lavoro sin qui portato avanti, a cui hanno partecipato il Ministero, l’Assessorato, la Direzione Generale Pesca e le Associazioni, non solo ha raccolto il consenso delle nostre marinerie ma è la dimostrazione che lavorando tutti, ognuno per la sua parte, su obiettivi comuni, si ottengono buoni risultati. Siamo certi della grande disponibilità e sensibilità da parte dell’Assessorato Pesca nei confronti delle nostre marinerie e, nel contempo, invitiamo tutti gli attori a battersi per gli interessi della pesca siciliana e a difendere e valorizzare le tradizioni e le culture che attorno ad essa sono nate e si sono sviluppate, con l’auspicio che possa continuare e rafforzarsi lo spirito di collaborazione, fin qui intrapreso, fra tutte le parti interessati, per poter al meglio affrontare le vari problematiche del settore e permettere un reale ed efficace sviluppo della pesca in Sicilia.











