Sotto un cielo stellato e abbracciati dal vento serale si è svolto ieri  sera a Campobello di Licata accompagnati dallo sguardo dei fanciulli bronzei, della fontana  marmorea realizzata dal maestro Silvio Benedetto, e da quello delle centinaia di persone presenti, Spazio Giovani momenti di arte e cultura liberamente espressi.

La splendente piazza Aldo Moro era  preparata a festa grazie al costante impegno di Vincenzo e Giacomo Burgio, titolari del Dodò Nice, l’American Bar che in queste serate estive offre momenti di intrattenimento per le diverse fasce generazionali, questa volta a farla da protagonista i  giovani che hanno fortemente dato un segnale di viva presenza nella nostra società sempre più orientata ai “vecchi” e con sempre meno spazio dedicato alle idee dei giovani.


L’associazione Spazio Giovani che è il naturale contenitore di Campobello Giovani, Ravanusa Giovani e Canicattì Giovani, ha organizzato con lodevole impegno e alta maestria una serata open artist space dando la possibilità a tutti i giovani del territorio di esprimersi liberamente nelle diverse forme artistiche e nel loro impegno sociale.

Soddisfatto della serata il presidente di Spazio Giovani, Calogero Patti e il vicepresidente Giuseppe Giordano, che nel quotidiano sono impegnati con gli altri giovani, delle associazioni, in un percorso costante di crescita collettiva  con sani e forti valori, con legalità, con la libertà e con le vulcaniche idee che solo i giovani possono avere.

A condurre la serata il presidente di Campobello Giovani, Carmelo Troina, che ha introdotto i vari momenti e ha magistralmente spiegato ai meno giovani le diverse forme di espressioni artistiche.

In una piazza gremita di gente si sono succeduti diversi momenti musicali, dai Lizard, band Rock Progressive canicattinese composta da Alfonso Migliore, Vincenzo Di Puma, Giuseppe Lana, Emmanuele Scarantino e Giovanni Reitano, ai campobellessi Eufonici, band emergente con un sound rock e un’anima che ricorda i gruppi italiani degli anni ’70/80  dalla PFM alla Steve Rogers Band.

Mentre le Band si esibivano, i writers, Vito Bordonaro e Gero Iacona, con le loro bombolette spray  e tanta fantasia hanno colorato i bianchi pannelli del proscenio, tanta la curiosità del pubblico che ordinatamente si prestava a visitare le opere di arte figurativa del giovane Dario Grasso di Campobello di Licata, allievo dell’accademia d’arte di Firenze, che ha esposto alcune tele del suo percorso formativo.

Nel lato opposto della piazza, accanto all’ingresso del Dodò Nice, una interessante esposizione di scatti fotografici di Calogero D’Angelo Favata, altro promettente artista della fotografia con alle spalle un percorso formativo di tutto rispetto, dall’Istituto Italiano di Fotografia alla John Kaverdash School di Milano, i ritratti immortalati da Calogero congelano l’attimo e mettono a nudo l’anima del soggetto.

Rimanendo nelle arti figurative e plastiche, il pubblico ha potuto ammirare le splendide icone sacre di Alfonsina Falsone , i Fumetti di Clara Collana e le opere di Giovanni Giarrana il Forrest Gump siciliano che, nel 2009,  al momento del pensionamento ha percorso a piedi i 2200 km che separano  Zurigo da  Ravanusa «contro il razzismo, le guerre tra stati e a favore dell’ambiente».

Quando l’arte diventa poesia e musica, l’aria sembra abbracciare l’animo facendolo volare libero, questo  lo stato d’animo che ha pervaso il pubblico quando Clara Collana ha cantato la sua “Maschera della normalità” accompagnata da Giuseppe Giordano al piano e da Antonio Collana alla chitarra.

Non sono mancati gli applausi per la giovane Rosy Lerro che ha cantato i classici della musica italiana e per le 10 splendide giovani ragazze  di Ravanusa che hanno presentato una coreografia di danza moderna.

Una visione iper-realista della nostra società che idealmente parte dal neorealismo italiano attraversando il genio di Pier Paolo Pasolini e seguendo la scia di Ciprì e Maresco, questa è stata la prima impressione nel vedere il cortometraggio “L’ultima Cena”  realizzato dall’associazione Ekkyklema e diretto da Ernesto Magro poliedrico e dissacrante artista campobellese.

L’urlo della Stratocaster di Calogero Gruttad’Auria ha richiamato alla mente dei meno giovani The Star-Spangled Banner suonata al festival di Woodstock da jimi Hendrix, e il dolce rock italiano di Dario Provenzano ha preceduto la recitazione di Calogero Patti e Gianvito Terrana del dialogo “io sono fiero”, dei Siciliani Ficarra e Picone.

A fare da ponte generazionale Angelo Lumia artigiano artista dell’ebanisteria che ha declamato 2 sue composizioni in siciliano.

L’evento si è concluso con l’intervento del presidente di Spazio Giovani, Calogero Patti, che ha descritto la figura dell’artista.

I giovani hanno voluto ringraziare Vincenzo e Giacomo del Dodò Nice, giovani imprenditori anche loro, per la collaborazione data per l’evento.

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foto © Rosario Terrana e Sandro La Mendola