Comincia a destare preoccupazione nel modo dell’autotrasporto il silenzio del governo nazionale sul rifinanziamento dell’eco-bonus per le autostrade del mare (traghettamenti 2010).
L’impegno preso dal sottosegretario ai trasporti Bartolomeo Giachino rischia di vanificarsi:
le sigle nazionali appartenenti all’Unatras hanno siglato con il Governo un patto scellerato di pace sociale, ovvero la non proclamazione di fermi di servizi fino al 2011, in cambio del rifinanziamento del recupero dei pedaggi autostradali, del ferro-bonus (che non interessa le imprese di autotrasporto siciliano visto che le ferrovie si fermano a Napoli), dell’inserimento di alcuni leader sindacali in posti cardine come il CNEL, l’Osservatorio sulle attività dell’autotrasporto, la Commissione per il fondo di garanzia per gli autotrasportatori, della corresponsabilità delle ditte committenti e i tempi di pagamento, al quale però non ha aderito la sigla di industriali più importante, ovvero Confindustria.
Nell’ipotesi quanto mai verosimile che il Sottosegretario non mantenga l’impegno di rifinanziare l’eco-bonus per i traghettamenti effettuati nel 2010, le imprese siciliane si stanno chiedendo come si muoverà l’Unatras, visto che in una eventuale vertenza partiranno con l’handicap di non potere proclamare un fermo di servizi.
E se le imprese di autotrasporto, autonomamente, mettessero in atto un fermo di servizi, questi “individui” avrebbero la dignità di dimettersi dalle poltrone per cui ci hanno svenduto?
Staremo a vedere gli sviluppi, intanto mi sento di suggerire ai consorzi che sventolano la bandiera di una delle sigle di Unatras e che oggi si lamentano su tutti i giornali, di avere la dignità e il coraggio di dissociarsi, come ha fatto il sottoscritto con l’Aitras e altre sigle sindacali siciliane.
IL PRESIDENTE AITRAS
Salvatore Bella













