Da tempo la Sicilia viene calpestata nella propria dignità economica e sociale.
In questi giorni dobbiamo assistere al triste spettacolo cui danno vita il governo nazionale e il governo regionale: le loro preoccupazioni sono solo gli scontri politici fini a se stessi e scandali, disinteressandosi sia dei problemi dei cittadini e delle imprese siciliane.
Ultimo solo in ordine di data è il mancato rifinanziamento delle autostrade del mare con l’eco-bonus. Pare che manchino i fondi, evidentemente i contributi per il rimborso dei pedaggi autostradali ne hanno fatto razzìa.
E’ legittima comunque l’osservazione che il governo nazionale è un po’ confuso: non si possono finanziare, quindi promuovere, i percorsi in autostrada, e poi vantarsi di mettere in atto una politica ecosostenibile. Se volesse realmente farlo la soluzione è semplice: abrogare una volta per tutte il rimborso sui pedaggi autostradali e finanziare seriamente e a lungo termine le autostrade del mare.
I governi nazionali e regionali sono rimasti inermi anche davanti a un provvedimento illegittimo e anticostituzionale adottato dal Comune di Messina, ovvero l’Ecopass, un “un pizzo autorizzato” che deve pagare chi attraversa Messina, quindi anche gli autotrasportatori in transito da e per il porto. Un provvedimento che dell’art.16 della Costituzione se ne fa un baffo. Al Comune di Messina è sfuggito che “ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale”, e non essendoci alternative stradali di nessun genere da e per il porto, e venendo a mancare l’eco-bonus per le autostrade mare, siamo costretti a pagare.
Da qualunque parte decidano di transitare, gli autotrasportatori saranno penalizzati.
Ci chiediamo: come può lo Stato pretendere il rispetto delle leggi da parte dei cittadini quando esso stesso è il primo a calpestarle?
Ma la categoria non ci sta. Se l’Assessorato regionale ai Trasporti e il Ministero dei Trasporti non attiveranno entro breve un tavolo tecnico per risolvere la questione, a partire dal mese di novembre inizieremo una campagna di proteste e manifestazioni.
Salvatore Bella












