La ripresa economica che non arriva a dispetto delle migliori previsioni, crollo netto dei consumi (la flessione nel settore alimentari è del 20% sul 2008), aumento del ricorso alla cassa integrazione guadagni da parte delle imprese, e licenziamenti necessari alla luce della crisi che provocano un ovvio depauperamento del capitale umano, un crollo miserevole del settore edilizio in Sicilia che, secondo i rapporti dell’ANCE, è andato a picco con dati inverosimili per il numero di gare bandite: erano 2. 972 nel 1989, 2.130 nel 1998, 832 nel 2008, sono 397 nel 2010; e in provincia di Agrigento a fronte delle 134 gare del 2005 si arriva ad un misero 36 nel 2010 . Diminuisce il numero delle nuove imprese, aumentano le imprese che chiudono l’attività, mentre sul versante della spesa pubblica,rimangono inutilizzate le provvidenze del Por 2007-2013 per oltre 4 miliardi di euro in Sicilia, oltre ai residui dei precedenti fondi Fas 2000-2006 per oltre 1.6 miliardi di euro. Sono questi i punti analizzati nei giorni scorsi dal Comitato direttivo di Confindustria Agrigento: gli imprenditori hanno preso atto di una situazione grave nel paese e nella regione che all’ombra dei templi si fa gravissima per i gravi ritardi strutturali della provincia.

“Abbiamo fatto una azione forte per la legalità – ha commentato il presidente di Confindustria Agrigento Giuseppe Catanzaro -, ma evidentemente la classe politica pensa che il rispetto della legalità sia un dovere solo di altri; legalità significa soprattutto certezza del diritto, certezza delle regole, anche in economia. In Europa la politica cerca soluzioni e si impegna per uscire dalla crisi,attuando strumenti e norme per intervenire a sostegno delle imprese e ei loro dipendenti, per salvaguardare la dignità di chi lavora oltre all’economia del paese, soprattutto in un momento drammatico come il presente. I nostri politici e amministratori non comprendono l’urgenza di mettere in campo misure che consentano una crescita rapida in grado di riassorbire i senza lavoro e far aumentare i redditi delle famiglie, facendo riprendere la domanda di consumi e gli investimenti. Evidentemente quello economico è un problema che non li tocca”.


Ancora una volta dobbiamo denunciare che all’impegno di tanti che servono le Istituzioni , attraverso la Politica, si contrappone con gravi effetti la nota ed evidente azione di pochi che fanno politica per campare meglio e per occupare poltrone.

Di fronte a tali silenzi gli imprenditori di Confindustria fanno una riflessione pubblica che rivolgono direttamente a tutti Cittadini ed imprenditori :

“Quanti esponenti politici hanno agito per sostenere le imprese e i lavoratori che con esse creano benessere e ricchezza sociale ? “

“Quanti hanno continuato ad agire per usare risorse pubbliche per aumentare il numero degli occupati nella pubblica amministrazione anche quanto non servono ai reali bisogni dell’amministrazione?”

“Quanti attori della Politica agiscono realmente per tutelare il sistema delle piccole imprese la cui produzione e occupazione genera il gettito fiscale che alimenta le entrate che servono ad erogare i servizi pubblici?”

Per cogliere meglio i vari aspetti della crisi in atto e trovare soluzioni per superare da subito la grave situazione che si è creata Giuseppe Catanzaro annuncia che il Comitato Direttivo di Confindustria ha avviato la costituzione presso la sede di Confindustria AG il 18 ottobre alle ore 10 del primo Osservatorio economico-congiunturale della provincia, volto ad una migliore lettura delle dinamiche economico sociali .

Catanzaro ha ringraziato pubblicamente i vertici di regionali di Banca D’Italia, il Presidente di Camera di Commercio, dei Direttori di Inps, Inail, Istat, e dei Docenti della Facoltà di Economia e Ufficio del Lavoro: “Stanno sostenendo l’azione di Confindustria che chiede di non abbandonare le nostre piccole imprese i nostri lavoratori e le loro famiglie”.