E’ rivoluzione rosa nell’antiracket agrigentino. Secondo quanto riferito dal “Giornale di Sicilia”, due imprenditrici avrebbero deciso di dire basta e ribellarsi ai propri estorsori e strozzini. Le due donne avrebbero iniziato il percorso di collaborazione con le forze dell’ordine dopo essersi rivolte allo sportello antiracket e antiusura inaugurato soltanto da qualche settimana.
Lo sportello è stato creato dall’imprenditore coraggio Ignazio Cutrò, in collaborazione con l’associazione “Libere Terre”, Confartigianato, Confesercenti, dall’associazione “S.O.S Democrazia” di Ribera e dall’associazione “Familiari vittime della mafia”.
Al quotidiano siciliano Ignazio Cutrò, con soddisfazione, ha affermato: “Lo sportello comincia a dare i suoi frutti, la rappresentanza femminilile è significativa. Forse qualcosa comincia a cambiare davvero”, “l’invito che continuiamo a rivolgere a imprenditori e commercianti vittime di fenomeni di estorsione è quello di ribellarsi, denunciare, chiedere aiuto alla magistratura” ed ha aggiunto: “E’ anche vero che ci si incammina in un percorso difficile soprattutto in un contesto culturale, sociale ed economico come il nostro, ma alla fine a premiare sarà la via della legalità, l’unica che può restituire a imprenditori e commercianti vittime del racket la dignità di uomini liberi che si ribellano ai soprusi”.












