“Ieri la Camera degli Stati Uniti ha bocciato la richiesta di Obama di fondi ulteriori per l’offensiva in Libia: il governo italiano e quelli europei dovrebbero fare lo stesso e mettere i soldi per sviluppare la democrazia, non per le bombe”. Così il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, nel corso di un convegno della Uil Polizia.

“Tutti i servizi segreti – ha spiegato Maroni – non riescono a trovare Gheddafi mentre lui gioca tranquillamente a scacchi: c’è qualcosa che non funziona e noi siamo gli unici a subire impatti negativi da questo: sono già infatti oltre 20.000 i profughi arrivati dalla Libia”.


In Libia, ha proseguito il ministro, “il problema sono le bombe: finchè continuano i bombardamenti arriveranno profughi che vanno assistiti. Spero quindi che finisca presto la guerra perchè solo con un governo, qualunque esso sia, si potrà gestire il fenomeno in quel Paese”.

“Dalla Tunisia praticamente non arrivano più immigrati, ma a settembre c’è il rischio di una nuova ondata migratoria vista la situazione di instabilità politica e crisi economica di quel Paese”, ha aggiunto Maroni. Il ministro ha ricordato che le elezioni che dovevano tenersi in Tunisia a luglio sono state rimandate ad ottobre e “quindi l’instabilità politica è destinata a proseguire. Temo così un nuovo flusso di migranti dopo l’estate e l’Italia non può essere lasciata sola”.

Maroni ha parlato anche di mafia: “Non c’è una regione italiana immune dalle infiltrazioni della criminalità organizzata, la Lombardia è la quarta regione per i beni sequestrati alle mafie”. Il ministro ha ricordato risultati dell’attività di contrasto alla criminalità organizzata che hanno portato “in tre anni a 46mila beni sottratti alla criminalità organizzata per un valore di 21,5 miliardi di euro. Significa che la macchina funziona”.