A meno di una settimana dal funerale delle sorelline Bruna, la chiesa Madre torna ad ospitare le esequie funebri di un’altra tragedia che ha colpito la città e l’intera Nazione. In fila sotto l’altare maggiore, le tre bare con le spoglie mortali di Filippo e Salvatore Militano e di Giuseppa Carlino.
Un’intera famiglia sterminata dalla furia omicida di quello che gli inquirenti di Gela hanno definito come un “Pazzo lucido”. Sarebbe Giuseppe Centorbi, quarantaquattrenne di Licata, arrestato vicino Piazza Armerina dai carabinieri. Saranno le indagini ad accertare se sia stata sua la mano omicida che ha scaricato venticinque proiettili sui Militano. In chiesa c’era rabbia, dolore, incredulità per una tragedia immane ed inspiegabile. L’omelia è stata toccante, straziante vedere le tre bare in fila, al centro quella del piccolo Salvatore, tredici anni, inq uesti giorni avrebbe sostenuto gli esami, nella foto è ritratto assieme ad un cavallo, il sorriso spensierato di chi aveva una vita davanti, ai due lati, le bare di mamma e papà, e le foto di tutta la famiglia riunita per il compleanno dell’unico figlio. Dopo la messa, il corteo funebre, le tre bare che hanno risalito nel silenzio il corso Vittorio Emanuele, ancora una volta morti violente, impossibili da spiegare, una scia di sangue che sembra non avere fine.
Fonte Licatalive24.it












