E’ l’ennesima tragedia dell’immigrazione, un’emergenza, che nel 2011 ha provocato la morte di oltre 800 persone. Sono 24 maschi e una donna, tutti giovani, i profughi trovati senza vita la notte scorsa, a bordo del barcone partito dalle coste libiche e diretto a Lampedusa. Sarebbe l’asfissia la causa della morte. La carretta del mare è stata soccorsa a 35 miglia dall’isola più grande delle Pelagie. A un miglio dal porto di Lampedusa, il motore dell’imbarcazione ha avuto un guasto, e i 271 migranti, sono stati trasbordati sulle due motovedette della Capitaneria di porto, e una della Guardia di Finanza. Tra gli immigrati, 36 donne e 21 bambini. I cadaveri sono stati scoperti dai militari della Guardia costiera, dopo il giro d’ispezione. Erano stipati come sardine nella sala macchina del barcone, lunga circa 15 metri. Unico accesso, una botola larga appena 50 centimetri. Dopo poche ore di viaggio i gas provocati dal motore, avrebbero reso l’aria irrespirabile. I 25 migranti avrebbero tentato di uscire, ma gli altri occupanti, sistemati nella parte superiore della barca, si sono rifiutati, perché non ci sarebbe stato sufficiente spazio, nel ponte. Il recupero dei cadaveri, alcuni dei quali in parziale stato di decomposizione, è stato effettuato dai vigili del fuoco e dai militari della Guardia costiera. I medici del Poliambulatorio di Lampedusa hanno effettuato un primo esame. Sui corpi non sarebbero stati riscontrati segni di violenza. La Procura di Agrigento ha aperto un fascicolo d’inchiesta a carico di ignoti. Si ipotizzano i reati di morte come conseguenza del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il sostituto procuratore, Giacomo Forte, ha già disposto l’autopsia.

Un minuto di silenzio stasera in piazza a Lampedusa, in una giornata ancora una volta segnata da una tragedia del mare: la rassegna cinematografica Vento del Nord, promossa da Massimo Ciavarro, e sostenuta dalla Regione siciliana, non si ferma, ma si cambia programma con una scelta cinematografica piu’ sobria per rispettare il dramma avvenuto ieri notte.


A inizio serata verra’ osservato un minuto di silenzio per ricordare i 26 migranti che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere Lampedusa. Al posto del previsto “Passione”, sara’ proiettato un altro film di John Turturro: “Prove per una tragedia siciliana”, una dichiarazione d’amore alla Sicilia, in cui l’isola e’ vista attraverso lo sguardo lucido e affettuoso di un italoamericano che torna nella sua terra per ritrovare le proprie radici.

“Il cambio di programma e’ doveroso, in segno di partecipazione ad un momento di lutto collettivo”, spiegano Massimo Ciavarro e Laura Delli Colli, direttore della rassegna cinematografica di Lampedusa.