Hanno cercato di uscire dalle sala macchina, ma tutti i tentativi sono stati inutili. Sul ponte del barcone, dove hanno trovato la morte 25 profughi, gli altri occupanti si sono rifiutati, perchè non ci sarebbe stato sufficiente spazio. Dalle testimonianze dei migranti, sbarcati l’altra notte  a Lampedusa, solo uno sarebbe riuscito ad uscire, ma è stato gettato in mare, dove è annegato. Agghiaccianti le parole dei 271 persone, trasferiti nel centro di accoglienza dell’isola e ascoltati dalle forze dell’ordine. La morte dei 25 profughi è avvenuta per asfissia, uccisi dalle esalazioni del monossido di carbonio, che ha saturato il piccolo ambiente. Ma c’è anche l’ombra di altri omicidi tra i dannati del mare. Mani che bloccavano chi tentava di uscire da quella trappola, e di braccia che buttavano gente in mare. I cadaveri sono stati scoperti dai militari della Guardia costiera, quando hanno ispezionato il natante, dopo aver trasbordato i migranti su due motovedette, a circa un miglio da Lampedusa. I medici del Poliambulatorio di Lampedusa hanno effettuato un primo esame, ma si aspetta l’autopsia, già disposta dal magistrato, per chiarire l’esatta causa della morte. Alcuni cadaveri presenterebbero sul corpo evidenti ecchimosi. La procura di Agrigento ha aperto un fascicolo d’inchiesta a carico di ignoti, che ipotizza i reati di morte come conseguenza di altro reato e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La procura stessa ha escluso che la tragedia possa essere dovuta alle conseguenze di un’epidemia. I ministri dell’Interno, Roberto Maroni, e della Salute, Ferruccio Fazio, seguono le operazioni in continuo contatto con la Protezione Civile Nazionale e la Prefettura di Agrigento. Fazio ha disposto anche l’invio a Lampedusa di specialisti sanitari di supporto alle strutture locali.Dei venticinque cadaveri, soltanto sei verranno seppelliti nel cimitero di Lampedusa. Per gli altri 19 non è ancora pronta una sistemazione. Il motivo? I loculi riservati agli extracomunitari sono finiti. E’ quanto ha affermato il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis, che per impegni istituzionali sta seguendo la vicenda da Linosa: “Sono in contatto continuo con la Protezione civile e con la prefettura di Agrigento – ha spiegato il primo cittadino – e abbiamo deciso che 6 dei 25 cadaveri senza nome verranno seppelliti entro domani nei loculi del nostro cimitero già pronti per gli extracomunitari. Gli altri 19 immigrati morti verranno seppelliti nei cimiteri della provincia di Agrigento dove si troverà lo spazio adeguato. La prefettura sta reperendo i posti necessari perchè i cimiteri sono tutti pieni.


Sono stati individuati i sei presunti scafisti del barcone, dove hanno trovato la morte 25 migranti. Sarebbero stati indicati da alcuni passeggeri dell’imbarcazione, ascoltati dagli agenti della Squadra Mobile di Agrigento. Secondo le testimonianze, gli scafisti avrebbero impedito ai 25 profughi chiusi nella sala macchine, di risalire sul ponte. Attualmente però la Procura di Agrigento indaga contro ignoti e ipotizza i reati di morte come conseguenza di altro delitto, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e omicidio. Quest’ultimo reato è stato inserito, dopo il racconto dei migranti, secondo cui nella stiva, ci sarebbe stata una ventiseiesima persona, che sarebbe stata gettata in mare. Le salme di 19, dei 25 profughi morti durante la traversata, sono state imbarcate sulla nave Moby Fantasy e trasferiti a Porto Empedocle. Gli altri sei saranno sepolti a Lampedusa, dove il parroco Stefano Nastasi, celebrerà i funerali. L’autopsia disposta dal sostituto procuratore, Giacomo Forte, sarà eseguita solo su due cadaveri. Non tutti sarebbero morti per asfissia. Su alcuni corpi sono stati riscontrati segni di violenza. Intanto continuano gli sbarchi, solo nella giornata di ieri sono arrivati 500 profughi, tra i quali 100 minorenni. La tragedia di ieri, l’arrivo di nuovi migranti, i trasferimenti dei profughi verso altre località, per i turisti in vacanza sull’isola semplicemente non esistono. Hanno appreso dei 25 cadaveri trovati sul barcone carico di disperati, chi dai familiari, chi dai telegiornali. A qualche centinaio di metri dalla banchina, dove si trovano allineate una accanto all’altra una ventina di bare, il mondo dei vacanzieri affolla le spiagge. Rispetto a giugno e luglio, il turismo a Lampedusa è in netta ripresa. Strutture alberghiere piene, quasi impossibile trovare un volo per raggiungere l’isola. Gli operatori turistici si dicono fiduciosi e dopo l’emergenza immigrazione, sperano in un mese di agosto da tutto esaurito. Nei prossimi giorni sono previsti altri arrivi di comitive di villeggianti e per il Ferragosto si prevede il pienone.