Un quadro straordinario di secoli e secoli irrompe agli occhi di chi è capace oggi di coglierne l’elevato valore scientifico e di leggerne con prudenza i segni della storia. Testimonianze di culture architettoniche che dall’antica Nahar fin all’attuale Naro ci mostrano elementi di vivacità, testimonianze ineluttabile dell’importanza del sito. I naresi sfilano in fiaccolata per palesare il degrado in cui versano i monumenti, l’ex sindaco Maria Grazia Brandara ha dichiarato: “Ho iniziato il mio impegno sociale e politico per il nuovo anno promuovendo l’ ennesima campagna di sensibilizzazione per salvare il vecchio Duomo di Naro” . Fiaccolata barocca è stata denominata, ma alzando gli occhi per le vie del paesino si ci perde nel tempo. Tutto parla e racconta, storie, eventi e uomini che hanno creato e dismesso, amato, odiato in una sola parola vissuto. Barocco si ma anche architettura in gotico restaurato, in settecentesco e in novecentesco; statuaria rinascimentale e manufatti neoclassici. Un ingente tesoro che Naro cudisce distratta e abulica. Mi inoltro allora solo nel medioevo risalendo la via che costeggia le antiche mura, entriamo dalla Porta cosiddetta “Vecchia”. Inerpicato sul monte trovo il castello e il duomo. Datato al XII il primo è cronologicamente successivo alla conquista del conte Ruggiero su Al Qasim ibn-Hammùd, ultimo emiro di Naro. Il sito è probabilmente riutilizzato ( è probabile un castra o centri di fortificazione islamica) presenta struttura quadrangolare con motta artificiale. Le torri, merlate in gran parte, hanno una tipologia orientale molto accentuata. Identico prolisso richiamo all’oriente vi è nel duomo: navata unica con transetto coperta da una volta a catino; presenta inoltre un prospetto sud con portone ad arco acuto su cui si sovrappone un rosone. Della fase del medioevo rimane la struttura architettonica esterna e una Dormizione della Vergine – oggi alla biblioteca comunale – con riscontri iconografici nella pittura Copta egiziana. Inoltre ancora vi è un fonte battesimale – anch’esso non in loco – con inserzioni architettoniche raffigurante i quattro evangelisti e storie del Nuovo Testamento. Ora, detto ciò, non ci resta che lasciare alle nostre spalle il monte e ridiscendere per ammirare con solerzia la chiesa di Santa Caterina. Questa chiesa susciterebbe forte discussione negli addetti ai lavori a causa della sua ristrutturazione del 1959 che non ha tenuto conto della stratificazione artistica ed ha ricondotto l’ecclesia ai canoni francigeni. Penso che se indubbiamente resta una restaurazione inesatta ha il merito di aver lasciato prova della variegazione architettonica che doveva esser presente prima del terremoto del 1693. Datata al XIII-XIV secolo, in pieno gotico-italico, S. Caterina è costituita da tre navate in stile paleocristiano e preserva l’abside centrale e laterale dell’antica chiesa gotica – oltre una serie di pitture. L’atmosfera è comunque solenne e vegliarda, per quanto storicamente errata la manutenzione ha colto nel segno. Del Barocco permane una stele votiva e la pavimentazione a formelle ceramiche collocata sotto un evidente innalzamento dello strato moderno. Esco dalla chiesa e faccio circa 80 m in discesa per arrivare alla Chiesa e Monastero di San Francesco. Della struttura duecentesca rimane ben poco se nonché il perimetro della corte conventuale alterato nel settecento e poi in età moderna per fruizione areale. La Chiesa di San Francesco è totalmente barocca si è persa evidentemente quella medievale. In ultimo della Chiesa e Monastero di Sant’Agostino è da segnalare il portale duecentesco – trecentesco della sagrestia – malamente affrescato in epoca settecentesca – e un ala dell’antico portico della corte centrale. Tesori, dunque, da tutelare e da proteggere che hanno in comune con il restante patrimonio dell’umanità il compito di ricordarci ognor più chi eravamo, chi siamo e chi saremo.
Francesco Rotondo
Ieri mattina alla presenza del Sindaco di Naro, della Segretaria comunale, dell’Assessore Franco Malluzzo, del capo settore dell’Ufficio tecnico – Arch. Angelo Gallo -, del Comandante dei VV.UU., del Responsabile della Sovraintendenza ai Beni culturali, di un delegato del Prefetto e del Sac. Stefano Casà, nonchè di un rappresentante del Corpo dei Vigili del Fuoco, si è svolto un tavolo tecnico per procedere alla messa in sicurezza della Chiesa del Santissimo Salvatore di Naro. Verranno immediatamente rimossi i campanili, che ad oggi costituiscono la fonte di pericolo maggiore, poichè pericolanti. Si procederà subito dopo a realizzare un ponteggio provvisorio che eviterà il riversarsi di calcinacci sulla via Dante, consentendo in tal modo di riaprire al traffico la stessa e di consentire il passaggio sicuro dei pedoni. Proprio per garantire la sicurezza di tutta la popolazione, ed in particolar modo dei bambini che sono i maggiori fruitori degli spazi circostanti “la Batìa”, la via è stata momentaneamente chiusa al traffico. Nelle more di tali interventi, la Sovrintendenza si è impeganata a redigere un progetto per il restauro della facciata della Chiesa e la Prefettura, per conto del Ministero degli Interni, a reperire i fondi necessari per tale intervento.-
Queste le parole del consigliere comunale di maggioranza dott.ssa Lidia Mirabile che su facebook cerca di spiegare in che modo si è agito e si agirà per la messa in sicurezza della seconda chiesa che si mostra agli occhi del visitatore che percorre la Via Dante Alighieri, la chiesa del S.S. Salvatore. Sdegno e astio da parte di alcuni cittadini nei confronti del sindaco Morello che accusano la sua amministrazione di non ha fatto nulla di concreto in questi anni e alla ribattuta del sindaco che chiede delle spiegazioni la risposta è: <<C’è poco da spiegare! C’è un paese distrutto!>> Scalinate distrutte, Via Piave distrutta, Via Vanelle puntellata, chiese distrutte, buche ovunque.. un paese sporchissimo.. questi sono alcuni degli esempi facilmente riscontrabili da chiunque che vengono sottoposti all’attenzione virtuale del primo cittadino di quella che un tempo “era stata” definita la “fulgentissima” . Nel frattempo continuano i preparativi per la fiaccolata di sensibilizzazione per non perdere il patrimonio barocco di cui Naro gode, che percorrerà il centro storico Venerdì 17 febbraio dalle ore 17.00, data scelta appositamente per andare contro e non incontro alla sfortuna del 17.
Gabriele Terranova












