Si definisce la griglia dei candidati sindaci a Campobello di Licata, dove si voterà il 6 e 7 maggio prossimi. Giovanni D’Angelo è il “fresco” candidato a sindaco della coalizione “Campobello Libera”, Udc e Fli. D’Angelo ha 51 anni, sposato con quattro figli, è uno dei fondatori del movimento “Campobello Libera”, è vicino al “Patto del Territorio” di Agrigento. In atto è consigliere provinciale.

Sono felice di questa mia candidatura, il mio proposito è di rasserenare e rilanciare Campobello di Licata, è intento mio fare diventare Campobello un paese <<normale>> – esordisce Giovanni D’Angelo -. Un paese “normale” dopo vari anni di commissariamento che hanno frenato la promozione della città. Chiedo alle forze politiche esterne alla coalizione, oltre alla mia, di dare una spinta importante all’attività locale commerciale, artigianale e sociale, oltre che politica. Ecco, premerò per instaurare un forte diretto e ravvicinato feeling fra il Comune e la cittadinanza”.


D’Angelo ha spiegato che la nomina dei candidati assessori, almeno i primi due che dovrà indicare seconda la normativa vigente, avverrà in seno alla coalizione Fli, Udc e Campobello Libera”.

Il candidato a sindaco del Movimento per l’autonomia, è Vito Terrana (ma manca la conferma). E’ sposato, con quattro figli, è attualmente assessore provinciale della giunta D’Orsi, con attribuzione della delega dei Lavori pubblici. E’ stato tempo addietro vice sindaco dell’amministrazione Termini per circa un anno, poi dimessosi avendo il gruppo politico abbandonato la giunta municipale. Terrana sarà sostenuto oltre che dall’Mpa dal movimento “Libertà e Autonomia”.

I due andranno a fare “compagnia” al candidato a sindaco del Pd, il primo in ordine cronologico, Giovanni Picone. Egli ha 39 anni, sposato con figli, consulente del lavoro, consigliere comunale uscente del Pd. Il partito “correrà” in solitudine.

E’ in vita un’altra coalizione politico-elettorale, formata dal movimento “Campobello del Cuore”, degli ex consiglieri comunali Lillo Grova e Michelangelo Sciortino, coloro che nel mese di dicembre scorso hanno “sgambettato”, cioè hanno contribuito a sfiduciare l’ex sindaco Michele Termini (Udc), Popolo della Libertà, il cui segretario politico è Totò Scibetta e il presidente Lillo Burgio, e gli “Autonomisti Forti e Liberi”, di Lillo Pirrera il cui soggetto politico di riferimento è Giancarlo Granata. Il quarto candidato a sindaco, in ordine di tempo, uscirà fuori da questa colazione. La nomina a ore.

Giovanni Blanda