Sono circa 150.000 gli “immobili fantasma” scoperti in Sicilia dall’Agenzia del Territorio, per una base imponibile recuperata di quasi 7,5 miliardi di euro. Dal 3 maggio al 31 dicembre dello scorso anno 200 squadre, in tutta l’Isola, hanno compiuto oltre 108.000 sopralluoghi. Un’attività che ha permesso di individuare migliaia di particelle su cui ricadono fabbricati che non risultano dichiarati al catasto: 248.473 sono state già messe sotto la lente d’ingrandimento, per le restanti 58.776 bisognerà attendere la fine del primo semestre del 2012. Sono 125.598 le particelle riguardanti immobili con rendita catastale (presunta o definitiva) già attribuita; 78.000 i proprietari che si sono autodenunciati. ”A livello nazionale la Sicilia è la regione che ha individuato il maggior numero di immobili di questo genere, e questo per noi è motivo di grande soddisfazione”, ha detto il direttore regionale dell’Agenzia del Territorio, Marco Selleri, che ieri, a Palermo, ha presentato ufficialmente alla stampa i risultatidel lavoro svolto in questi ultimi mesi e che il nostro sito aveva già ampiamente anticipato nelle scorse settimane. Il 44% è costituito da abitazioni, il 38% da magazzini. La provincia in testa a questa speciale “classifica” è Agrigento, con 28.701 immobili “emersi”, seguita da Palermo (26.288) e Catania (23.177). I proprietari dei fabbricati-fantasma devono pagare circa 500 euro tra sanzioni e oneri; a questa cifra va sommato il recupero di imponibile fiscale (Irpef, Ici e Tarsu) degli ultimi cinque anni).












