La Cassazione ha dichiarato ammissibile il ricorso dell’avvocato Giovanni Castronovo, difensore del boss di Campobello di Licata, Giuseppe Falsone, che in questi giorni è tornato a chiedere la revoca del 41 bis. Il regime del carcere duro per il presunto esponente mafioso è stato imposto con un decreto del ministero della Giustizia, a firma dell’ex Guardasigilli Angelino Alfano, a seguito dell’estradizione dalla Francia. Dopo un primo il rigetto del Tribunale di Sorveglianza di Roma, l’avvocato Castronovo nella richiesta di ricorso, ha scritto che Falsone non avrebbe alcuna intenzione di comunicare col mondo esterno, e che avrebbe espresso la volontà di eliminare ogni legame con la sua terra di origine. Altro punto presente sulla richiesta di revoca, che sarà discussa nelle prossime settimane, il fatto che il regime del 41 bis sarebbe contrario all’articolo 32 della Costituzione che tutela il diritto alla salute. L’ex latitante di Campobello di Licata, catturato a Marsiglia nel giugno del 2010, dopo un periodo di detenzione nel carcre di Milano Opera, da alcuni mesi si trova recluso in quello di Novara. Nella stessa struttura carceraria sta scontando il carcare a vita il capo storico di Cosa Nostra, Bernardo Provenzano.
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