Questa la drammatica fine di Vanessa Scialfa, 20 anni, occhi e capelli castani, un metro e 63 e una vita davanti. Era sparita dalla sua casa di Enna Martedì 24 scorso. Il padre Giovanni, qualche ora dopo, ha lanciato un appello su facebook affinchè tutti si impegnassero nelle ricerche della ragazza, scrivendo come era vestita l’ultima volta che l’aveva vista e lasciando alcuni recapiti telefonici, all’inizio sembrava uno scherzo.

Poi l’annuncio, la sera, a “chi l’ha visto?” 2 giorni senza tregua per la famiglia e per gli amici della giovane, ieri, l’annuncio che ha sconvolto tutti.


Il convinvente di Vanessa, Francesco Lo Presti, 34 anni, avrebbe confessato tutto e condotto gli agenti della polizia di Enna nel posto in cui aveva occultato il cadavere: sotto un ponte della strada statale 117 bis, la Enna-Caltanissetta, nei pressi dell’ex miniera di Pasquasia.
Giovanni Scialfa da subito aveva accusato il fidanzato della figlia. “Datemelo tra le mani che lo ammazzo… Lo avevo accolto in famiglia – aveva detto Giovanni Scialfa, dopo avere visto all’obitorio il corpo della figlia –  pensavo che fosse un bravo ragazzo, ma come si fa a uccidere una ragazza per un futile litigio…. Non lo devono arrestare perché poi ci penserò io, con le mie mani…”.
Nel frattempo su facebook continuano ad arrivare messaggi di affetto e di cordoglio per la famiglia e di odio e rabbia per il carnefice.

GABRIELE TERRANOVA