Nel Mercato del contadino si potranno acquistare i prodotti agricoli dei detenuti. Sono i prodotti agricoli del riscatto che testimoniano la voglia di normalità degli ‘ospiti’ del carcere Pagliarelli di Palermo. Sono stati coltivati all’interno del penitenziario e il frutto del lavoro viene presentato ai cittadini.
L’appuntamento è fissato nel Mercato del contadino che si svolge nell’Istituto zootecnico per la Sicilia, in via Roccazzo, a Palermo. I detenuti saranno impegnati in prima persona al banco della vendita. Una vendita simbolica, visto che sarà il cliente a stabilire, con un’offerta libera, il prezzo di zucchine, fave, cipolle, melanzane e quant’altro è stato coltivato nell’orto del carcere palermitano.
Il progetto, denominato L’Errore e voluto da Confesercenti Palermo, Euro, Rem e Movimento del cittadino, non ha scopi di lucro. “La nostra associazione ha sposato con entusiasmo il progetto – spiega Pietro Solazzo, commissario di Confesercenti Palermo -. Oggi ne raccogliamo i frutti nel vero senso della parola. Grazie all’impegno del direttore Francesca Vazzana e del personale penitenziario del carcere Pagliarelli offriamo una vera occasione di riscatto per i detenuti, non tanto per il valore simbolico della giornata, quanto in prospettiva futura. Sentirsi utili e parte integrante di un’iniziativa può aiutare i detenuti a capire che, oltre le sbarre, un altro mondo è possibile”.
Il ricavato della vendita servirà per acquistare nuove attrezzature. Sono 40, di cui 10 donne, i detenuti che si sono dedicati alla cura dell’orto. Hanno imparato a lavorare la terra e ora, per completare la filiera produttiva, cureranno il rapporto con i ‘clienti’ sotto gli occhi dei parenti con i quali potranno interagire in un luogo diverso dal carcere.











